Crisi reale o immaginaria?

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di Roberto Dotti 7 Luglio 2008 | 11:30
Anche i mercati emergenti risentono della crisi che non sembra finire. Crisi che non si capisce se sia reale o inventata: la crisi del 1929 causò in America deflazione e una miseria generalizzata, con i magazzini pieni di merci e le banche piene d’oro. E molte aziende che contavano di coprire la propria esposizione verso le banche con il proprio portafoglio titoli registrarono una serie di perdite. La ricchezza economica non ha nulla a che vedere con la ricchezza finanziaria: quando l’economia si basa su merci reali, il denaro diventa solo uno dei beni.

L’analisi dei migliori e peggiori comparti inclusi nell’area azionari emergenti vede il fondo Fidelity FundsIndonesia Fund in vetta alla classifica nella settimana che va dal 25 giugno al 2 luglio con una performance positiva del +1,5%.

Il comparto, lanciato nel dicembre 1994, gestisce un patrimonio di 424,7 mln di dollari e ha registrato una performance YTD negativa -18,7% contro una performance a 3 anni del 14,5%. Il benchmark di riferimento è il Jakarta Composite Index.

Il gestore del fondo persegue una strategia prudenziale orientata al lungo termine nella gestione del portafoglio: infatti, la ripresa di una società potrebbe richiedere del tempo. Inoltre, è improbabile che detenga un’azione fortemente rappresentata in un indice.

Se però è ottimista riguardo alle prospettive di una particolare società, il relativo titolo può rappresentare un’esposizione superiore all’indice di riferimento nel fondo. È costantemente alla ricerca di nuove idee per il fondo. Il gestore  preferisce le azioni di società di dimensioni medie e grandi, soprattutto a causa della migliore liquidità e della maggiore professionalità della dirigenza. Infatti, le azioni delle società indonesiane più piccole generalmente non sono liquide, quindi risultano meno interessanti.

Il 2 luglio ha visto il prezzo del petrolio salire fino a 146 dollari al barile a causa delle tensioni geopolitiche fra Iran ed Israele. L’Iran, che è il quarto esportatore de petrolio al mondo, fa notare il rischio di eventuali rincari sui prezzi del petrolio nel caso venisse attaccato militarmente e anche il segretario generale dell’Opec sostiene che sarebbe difficile rimpiazzare il petrolio iraniano, se il Paese entrasse in conflitto.

Sui mercati asiatici il rialzo dell’oro nero ha spinto al ribasso soprattutto i produttori di energia: a Tokyo, Kyushu Electric perde lo 0,7%, mentre Chubu Electric Power il 2,1%.

Nel mese di giugno tutti i mercati hanno registrato una flessione dell’8,18% mentre nel secondo trimestre il calo è stato del 2,49% e da inizio anno del 7,90%. Le piazze finanziarie emergenti hanno invece segnato una flessione del 10,07% il mese scorso, dell’1,64% nel secondo trimestre e del 12,5% da inizio anno.

I MIGLIORI FONDI AZIONARI DAL 25/06 AL 02/07

Valuta fondo percentuale
USD FIDELITY FUNDS – INDONESIA FUND 1,50%
SEK NORDEA 1 LATIN AMERICA EQUITY FUND -0,14%
USD JP MORGAN FUNDS EMERGING MARKETS ALPHA PLUS FUND -0,92%
JPY FIDELITY FUNDS – JAPAN DIVIDEND GROWTH FUND -1,34%
AUD PARVEST AUSTRALIA -1,41%

I PEGGIORI FONDI AZIONARI DAL 25/06 AL 02/07

Valuta fondo percentuale
EURO FORTIS L FUND EQUITY TURKEY -13,87%
EURO PARVEST TURKEY -13,44%
EURO DWS TURKEI -13,18%
EURO PARVEST BRIC -12,03%
EURO SGAM FUND EQUITIES LATIN AMERICA -9,01%

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