Polizze, chiamate un traduttore: per il 50% degli italiani sono incomprensibili

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di Antonio Potenza 24 Maggio 2021 | 12:32

Che gli italiani non fossero, poi, così informati sulle polizze assicurative e sul mondo finanziario lo avevamo già detto.

Riassumendo: l’indagine è stata condotta con 2.053 interviste, con un Indice Generale di assicurazione in Italia è di 54 su 100 e non si raggiunge quindi il punteggio minimo di 60. Sono state indagate cinque aree, ovvero: conoscenza assicurativa, fiducia verso compagnie e intermediari, avversione al rischio, logica assicurativa ed efficacia della comunicazione. L’area più critica è quella relativa alla conoscenza assicurativa che ottenuto il punteggio più basso: 30 su 100. Risultano inoltre deficitarie sia le nozioni di base sia quelle sui prodotti assicurativi.

La notizia è che a fronte di questo gap conoscitivio, emerge una forte richiesta di colmare le proprie lacune conoscitive. Il 60% ritiene che dovrebbero pensarci le istituzioni. Non solo. La richiesta che arriva con più forza è la maggiore chiarezza delle polizze, dei contratti e dei prodotti ad esse correlati. Solo il 34% li trova comprensibili, più del 50% esprime un giudizio negativo. E sono i più acculturati, a quanto riporta L’Economia di Repubblica, a denunciare questo senso di inadeguatezza culturale e linguistica, nonché una certa opacità e scarsa comprensibilità delle polizze.

Quali assicurazioni, però, alla fine comprano gli italiani? I prodotti più acquistati, secondo l’indagine, dopo la Rc auto che è obbligatoria, sono in ordine di importanza decrescente: quelli per la casa, la Responsabilità civile famiglia, gli infortuni, il Caso morte, le calamità naturali, la protezione del credito, malattie, rischi professionali e gli animali domestici (con numeri ancora molto piccoli).

Si nota, infine, che nel Centro e nelle Isole le famiglie che hanno solo polizze obbligatorie e nessuna falcoltativa, rappresentano il doppio o il triplo rispetto a quelle presenti nelle regioni del Nord.

 

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