Asset allocation: alla ricerca di valide alternative

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di Redazione 14 Giugno 2021 | 10:53

Di seguito un estratto  della Nota settimanale a cura di Giacomo Calef, Country manager di Notz Stucki, società di asset management ginevrina fondata nel 1964 e specializzata nella gestione dei grandi patrimoni.

Forse alcuni investitori conservano nella propria memoria il decennio d’oro degli hedge fund negli anni ’90, ma i tempi sono cambiati da allora. La composizione del mercato si   evoluta, vista la maggior partecipazione di player istituzionali, ed il periodo medio di detenzione degli investimenti   diventato molto più breve. Negli scorsi anni, inoltre, diversi hedge fund hanno registrato performance deludenti, a causa dell’avvento degli ETF (che replicano gli indici di mercato a bassi costi) e dell’immenso Quantitative Easing promosso dalle Banche centrali. Con la pandemia, invece, quale scenario si sta prospettando? Al momento bisogna porre attenzione, poichè i livelli di volatilità non sono ancora tornati ai livelli preCovid e gli spread sul credito sono ancora compressi. Dunque, come agire in questo contesto? Circa 23 anni fa abbiamo avviato una strategia Absolute Return con approccio Multi-Strategy, diversificata su più gestori e progettata con l’obiettivo di generare rendimenti consistenti in tutte le fasi di mercato. Tuttavia, lungo il percorso sono state riscontrate delle difficoltà, poichè l’investimento in alcuni hedge fund spesso comporta un sacrificio in termini di liquidabilità del portafoglio ed in molti casi le posizioni di investimento possono essere chiuse in un tempo minimo di tre mesi. Dodici mesi fa, pertanto, sono state apportate alcune modifiche per rendere il portafoglio più resistente ai drawdown del mercato, seguendo principalmente due direttrici. La prima riguarda il processo di risk management: per ogni gestore viene attribuito un limite massimo di drawdown che, in caso di raggiungimento, comporta la liquidazione totale della posizione. La seconda, invece, riguarda la selezione dei gestori: oltre a ricercare una miglior diversificazione tra le strategie, è stato posto un focus su quelle piattaforme che presentano una dimensione limitata, in cui il gestore è più flessibile e più rapido nell’aggiustare il portafoglio durante i periodi più volatili. Nel grafico sopra rappresentato, dunque, possiamo apprezzare il risultato della nostra strategia negli ultimi 12 mesi. Rispetto all’indice rappresentativo delle principali strategie Absolute Return, il nostro portafoglio si   dimostrato più solido (il peggior drawdown mensile   stato del -0,39%), ed ha anche ottenuto una performance largamente migliore. Pertanto, alla luce dell’attuale contesto di mercato, crediamo che affidarsi ad un portafoglio ottimamente diversificato tra strategie e gestori sia una valida alternativa. Attualmente, infatti, anche l’universo obbligazionario (spesso inteso erroneamente come “bene rifugio”) potrebbe costituire un detrattore per i portafogli: l’indice Barclays Global Investment Grade (denominato in euro con cambio coperto), che rappresenta le obbligazioni globali con alta qualità  creditizia, nei primi 5 mesi del 2021 ha ceduto pi  di 2 punti percentuali.

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