Investimenti: la pandemia si supera con i private market, parola di 8A+

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di Redazione 2 Luglio 2021 | 12:59

Lo spauracchio dell’inflazione, i mercati finanziari che scontano le incertezze dell’uscita dalla crisi. Andrea Pastorelli, Ad della Sgr 8A+: i mercati privati sono la soluzione per ottenere rendimenti interessanti senza rischi eccessivi

Da una parte le incognite legate all’uscita dalla crisi portata dalla pandemi che condizionano l’andamento dei listini finanziari, dall’altra l’ormai concreto avvento dell’inflazione viste le politiche espansive delle banche centrali. Lo scenario per i prossimi mesi è ormai delineato e, come logica conseguenza, i risparmiatori cercano soluzioni alternative. In mezzo a questo mare di incertezza un approdo che può mettere al riparo da rischi eccessivi è rappresentato dai Private Markets, segmento sempre più appealing in cui si segnalano alcune boutique di gestione. Come l’Sgr 8A+ guidata dall’Ad Andrea Pastorelli che dopo aver lanciato nei mesi scorsi una collaborazione con Banca Generali per il contenitore di prodotti Bg4Real, oggi prosegue nel lancio di prodotti innovativi come 8a+ Etica, un nuovo comparto di 8a+ Sicav, il cui obiettivo è quello di ottenere un apprezzamento del capitale promuovendo investimenti sostenibili conformi ai valori fondamentali della Dottrina sociale della Chiesa Cattolica.

Dottor Pastorelli, partiamo dallo scenario attuale: quanto fa paura l’inflazione? Quali altri criticità vede per i prossimi mesi?

Lo scenario attuale è bilanciato tra attese di una robusta crescita economica sostenuta da leva fiscale e ripresa di domanda per investimenti e consumi, e uno scenario ancora molto benevolo di tassi di interesse e dinamiche del credito. Questo contesto, molto favorevole ai mercati finanziari ad ampio spettro, sta da qualche tempo facendo i conti con la misurazione di un elemento di potenziale disturbo – l’inflazione – che in alcune aree si sta rivelando più forte delle attese. La forza della domanda, il sensibile rincaro dei prezzi delle materie prime e la lentezza della ripresa della macchina produttiva in alcuni settori hanno determinato una serie di circostanze che hanno inciso sulla dinamica dei prezzi, sebbene da più parti si ritenga che il fenomeno sia destinato ad attenuarsi nel medio periodo. E’ ragionevole infatti attendersi che la crescita dei prezzi possa rientrare su livelli non preoccupanti, quando le filiere produttive saranno tornate a regime, lo shortage di componentistica sarà rientrato e i prezzi delle materie prime si saranno raffreddati (come già si sta verificando su alcune di queste). Se ciò avverrà, si potrà configurare come una scenario ancora favorevole e capace di riflettersi positivamente sui bilanci delle aziende. Maggiore attenzione si dovrà invece avere se l’inflazione dovesse continuare a correre oltre i picchi di questo periodo ed assumere caratteristiche più strutturali, probabilmente anche riflettendosi anche sulla variabile dei tassi di interesse a lunga. Non è questo lo scenario base che sposiamo, tuttavia.

Quali i vantaggi dei private markets in questo periodo?

La vivacità del contesto economico, la spinta agli investimenti da parte delle aziende, l’innovazione tecnologica ed il cambiamento di abitudini di vita nello scenario post-Covid sono condizioni molto favorevoli per il tessuto delle PMI, molto più reattive ad intercettare cambiamenti di scenario e più inclini all’innovazione, soprattutto in alcuni settori. Per tutto questo i Private Markets offrono oggi un’opportunità di investimento molto interessante a medio periodo, potendo contare su uno scenario di crescita economica estesa almeno per il prossimo triennio.

Su quali asset class suggerisce di investire in questo momento?

Per le ragioni dette siamo strutturalmente favorevoli agli investimenti in capitale di rischio (equity) e, viceversa, molto più prudenti sugli investimenti obbligazionari, soprattutto governativi. Gli investimenti nel debito corporate sono invece più interessanti, soprattutto nei mercati privati, dove speso le operazioni di finanziamento proposte sono associate ad operazioni specifiche di leverage buy out, espansione del business o nei prestiti legati ad iniziative di riqualificazione immobiliare.

Una boutique come 8A+ in cosa può rappresentare un valore aggiunto per un risparmiatore?

Ci muoviamo sia in ambito di equity azionaria, sia in quello del debito. Copriamo la parte azionaria con un’attività specifica sul venture capital grazie a importanti abbiamo competenze interne, molto solide. Per esempio nel lancio di un contenitore di prodotti come BG4Real abbiamo rafforzato ulteriormente queste skills attraverso la partneriship e l’advisory di Banca Generali. Per quanto riguarda, invece, il private debt, 8a+ seleziona i migliori gestori in un modo molto specifico e diversificato per tipologie sottostanti. In questo modo garantiamo sulle specifiche strategie le migliori gestioni a livello europeo ed italiano.

Come vede 8A + nei prossimi anni, quali sono i vostri obiettivi in prospettiva?

Abbiamo intenzione di alimentare la nostra crescita di competenze su tutti i fronti. A partire dall’ambito gestionale ma non solo. Il mondo dei private markets richiede capacità gestionali anche in termini di struttura di prodotto. Ecco perché vogliamo continuare a cercare di completare la nostra offerta relativamente al private debt per linee sia interne ma anche come stiamo già facendo con l’allargamento di partnership o conoscenze di team di gestione esterni.

Vogliamo essere un riferimento, un player con un approccio specifico ma non esclusivo sui private markets e vogliamo aprirci sia al mondo della distribuzione retail, sia per quanto riguarda il mondo istituzionale.

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