Criptovalute, Bitcoin: ora il mining è più sostenibile

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di Gianluigi Raimondi 7 Luglio 2021 | 13:04

Secondo una recente stima del Bitcoin Mining Council, ormai il 56% del mining di Bitcoin sarebbe alimentato da energia sostenibile.

Infatti qualche giorno fa sono stati resi noti i risultati di un sondaggio effettuato proprio dal Bitcoin Mining Council (BMC), dal quale emerge che il 67% di chi ha risposto afferma di utilizzare attualmente energia elettrica con un mix energetico sostenibile per minare Bitcoin.

Va tuttavia detto che il campione su cui è stato effettuato il sondaggio è pari solamente al 32% dell’attuale rete globale di Bitcoin, e che il calcolo che ha portato BMC ad affermare che il 56% del mining di Bitcoin ormai sia fatto con energia sostenibile è solamente una stima. 

BMC oltretutto è attivo soprattutto in Nord America, dove l’attenzione alla sostenibilità dei consumi è più elevata. In altre parti del mondo è possibile che sia presa molto meno in considerazione.

Inoltre si tratta di un sondaggio, e non di una verifica sul campo, quindi bisogna fidarsi di ciò che hanno dichiarato i membri del BMC che hanno risposto.

Il mining di Bitcoin è diventato più sostenibile

Detto questo, i risultati del sondaggio tuttavia rivelerebbero una netta prevalenza di mix sostenibili di energia, di gran lunga maggiore rispetto alla media di altri settori ad alto consumo di elettricità.

Pertanto, a prescindere dal fatto che questi dati siano veritieri, mostrano un’attenzione nei confronti del problema decisamente elevata, e di gran lunga maggiore a quella che invece non viene affatto mostrata in molti altri settori energivori.

Ad esempio, stando a quanto dichiarato da Tesla nel 2019, in California nel 2017 solo il 30% dell’energia elettrica prodotta proveniva da fonti rinnovabili, seppur in forte crescita rispetto il 12% del 2009 e con l’obiettivo di raggiungere il 60% nel 2030.

È decisamente probabile che questo target possa essere raggiunto dal mining di Bitcoin prima dello stesso 2030.

Il CEO di Tesla, Elon Musk, ha dichiarato che la sua società tornerà ad accettare pagamenti in bitcoin quando verrà dimostrato che più del 50% dell’energia consumata dal mining proverrà da fonti rinnovabili, quindi non è affatto impossibile immaginare che ciò possa avvenire relativamente a breve.

Infatti negli ultimi due mesi si è verificato un vero e proprio crollo del consumo energetico del mining di Bitcoin dovuto alla chiusura di numerose mining farm in Cina. 

Basti pensare che, secondo i dati di CoinWarz, si è passati da un hashrate di 191 Ehash/s del 9 maggio agli attuali 95 Ehash/s, con un dimezzamento in poco più di un mese e mezzo.

Tale dimezzamento è dovuto alla decisione della Cina di chiudere con la forza praticamente tutte le sue grandi mining farm. Queste consumavano anche molta energia non rinnovabile, in particolare carbone, e ciò ha di fatto ridotto il consumo di energia non sostenibile del mining di Bitcoin.

Ora pertanto il mining di Bitcoin sarebbe in assoluto uno dei settori più sostenibili a livello globale.

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