Asset allocation: perché credere ancora al reddito fisso

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di Redazione 4 Agosto 2021 | 15:46

Pubblichiamo di seguito il Bond Bulletin settimanale a cura del team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management.

Nel reddito fisso i fondamentali continuano a essere solidi, sostenuti da dati economici robusti, dalle politiche delle Banche Centrali e dall’evidenza che le immunizzazioni possono permettere alle economie di evitare nuovi lockdown. Il recente rally dei tassi potrebbe aver creato buone opportunità nel segmento high yield.

Fondamentali
L’andamento positivo della crescita globale potrebbe aver raggiunto il punto di svolta nel primo trimestre, ma i fondamentali continuano a essere sostenuti da dati congiunturali solidi, dal supporto delle politiche e dal successo delle campagne vaccinali. A giugno, negli Stati Uniti la crescita dell’indice dei prezzi al consumo (IPC) ha segnato lo 0,9% su base mensile, il terzo dato positivo di fila, e le vendite al dettaglio sono rimaste saldamente in sella, con un incremento dello 0,6% rispetto al mese precedente. In Europa, dopo la riunione di politica monetaria della scorsa settimana, la Banca Centrale Europea (BCE) ha rivisto le indicazioni prospettiche, esprimendo un orientamento accomodante. Inoltre, il Consiglio direttivo prevede che i tassi resteranno su livelli pari o inferiori a quelli attuali finché non vedrà l’inflazione raggiungere il 2% ben prima della fine dell’orizzonte temporale della proiezione. Una BCE accomodante e i risultati di una recente indagine macroeconomica sull’Eurozona, che hanno sorpreso al rialzo, rafforzano i fondamentali dell’Area Euro. Infine, sul fronte della pandemia, sembra che le vaccinazioni abbiano indebolito il legame tra contagi e ricoveri ospedalieri, risultato che potrebbe limitare ulteriori forti restrizioni alla mobilità. Nel Regno Unito, i contagi sembrano aver raggiunto il punto di svolta e i ricoveri restano bassi: un quinto di quello che sarebbero stati in base ai dati precedenti. A prescindere dalla recente volatilità nel mercato dei tassi, i dati sulla crescita globale restano positivi per il resto dell’anno. Riteniamo che la revisione al ribasso di alcune recenti previsioni di crescita sia solamente un aggiustamento e non ne modifichi la traiettoria.

Valutazioni quantitative

Negli ultimi due mesi, i rendimenti dei Treasury hanno deviato dal proprio corso e il 19 luglio hanno toccato il minimo sul decennale statunitense (1,19%). Come discusso nel bollettino della scorsa settimana, riteniamo che il calo sia dovuto prevalentemente alla mole dei continui acquisti obbligazionari da parte delle Banche Centrali e del settore privato. Questo ha sicuramente giocato a sfavore del posizionamento corto di consenso del mercato, ma potrebbe aver creato opportunità nel segmento high yield. Nel mese, gli spread dei titoli ad alto rendimento europei e statunitensi sono aumentati rispettivamente di 13 e 22 punti base (pb). Questo recente ampliamento ha reso le valutazioni degli attivi di rischio più convenienti. L’attuale rendimento a scadenza (YTM) per l’high yield europeo e statunitense è rispettivamente del 2,85% e 4,62%, apparentemente interessante in termini di carry.

Fattori tecnici

Negli ultimi mesi, le dinamiche dell’offerta e della domanda sono state un fattore tecnico positivo. Il recente rally dei tassi, dovuto in parte a fattori stagionali, è stato ulteriormente accentuato dai continui acquisti di obbligazioni da parte delle Banche Centrali nell’ambito delle politiche di allentamento quantitativo (QE) e dalla forte domanda espressa dal settore privato. Le indagini sul posizionamento degli investitori indicano che il consenso di mercato propende per le posizioni corte. Pur continuando a monitorare la situazione, la prevista offerta aggiuntiva di emissioni societarie e governative europee potrebbe offrire l’opportunità di aggiungere rischio in casi di ampliamento degli spread. Se guardiamo al breve termine, tuttavia, in agosto l’emissione di titoli high yield dovrebbe essere modesta negli Stati Uniti (USD 25 miliardi) e persino più bassa in Europa (EUR 2 miliardi), il che potrebbe favorire un’ulteriore contrazione dei rendimenti prima della ripresa dell’offerta a settembre.

Cosa significa per gli investitori obbligazionari?

Sebbene la fase di espansione congiunturale abbia toccato il picco nel primo trimestre, la crescita globale continua a essere solida. I dati positivi a livello mondiale e una politica monetaria accomodante continuano a imprimere slancio alla crescita economica. Inoltre, malgrado i rischi della variante Delta, è chiaro che per il momento le vaccinazioni hanno indebolito il legame tra il numero dei contagi e i ricoveri ospedalieri, tanto da evitare ulteriori restrizioni alla mobilità. Sebbene il recente rally dei tassi abbia penalizzato le posizioni corte di consenso del mercato, l’ampliamento degli spread all’interno del segmento high yield ha reso le valutazioni più convenienti nel breve termine.

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