Asset allocation: quattro ragioni per comprare obbligazioni governative cinesi

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di Redazione 24 Agosto 2021 | 15:41

Di seguito un paper sui principali motivi per cui investire nei titoli di stato cinesi a firma di Prakriti Sofat, Senior Economist, Sovereign Debt, Emerging Markets Debt Team, Goldman Sachs Asset Management.

Il mercato delle obbligazioni governative cinesi, il terzo più importante al mondo, è diventato troppo grande per essere ignorato. Presenta allo stesso tempo un reddito interessante e un potenziale di crescita del capitale con un’esposizione ad un’economia in rapida crescita. Tuttavia, la quota di questo mercato in espansione rappresentata da capitali esteri rimane bassa. Pensiamo che sia giunta l’ora di un cambiamento su questo fronte.

A nostro avviso, esistono quattro motivi importanti per cui gli investitori dovrebbero considerare un aumento delle allocazioni alle obbligazioni governative cinesi:

L’economia domestica sta acquistando vigore.

La ripresa post-pandemia della Cina è stata solida. Come illustra la Figura 1, la Cina è tra i pochi Paesi che non solo hanno recuperato i propri livelli di produzione pre-pandemia, ma stanno anche registrando livelli ben superiori a quelli visti a fine 2019.

La Cina è stato il primo Paese ad essere colpito dalla pandemia e il primo ad esserne uscito. Gli stabilimenti produttivi del Paese sono stati tra i primi al mondo a chiudere quando il COVID-19 ha iniziato a diffondersi all’inizio del 2020, ma hanno potuto riaprire prima, in quanto i tassi di contagio in Cina sono rallentati.

Nel 2021 ci aspettiamo che la composizione della crescita sia maggiormente trainata dal mercato interno, grazie all’aumento dei tassi di vaccinazione e del reddito, con un ruolo chiave degli investimenti produttivi e dei consumi.

Una crescita che si auto-alimenta e guidata dall’interno riduce la necessità dell’espansione fiscale e creditizia su cui il governo ha fatto affidamento per contrastare gli effetti della pandemia e della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Al contrario, per quest’anno prevediamo una stretta creditizia. Per quanto riguarda la valuta, lo scenario macroeconomico è favorevole alla luce di una crescita ancora forte, un avanzo delle partite correnti e un differenziale dei tassi d’interesse a favore della Cina. Ci aspettiamo che l’anno prossimo il CNY si apprezzi rispetto alle principali valute dei mercati sviluppati (MS) ed emergenti (ME).

Le obbligazioni cinesi hanno offerto alti rendimenti e potenziale di diversificazione, a fronte di una bassa volatilità.

Tutto ciò significa che le obbligazioni governative cinesi hanno offerto un premio di rendimento interessante rispetto ai rendimenti delle obbligazioni dei mercati sviluppati di scadenza comparabile, anche tenendo conto del recente aumento dei tassi globali. Per esempio, le obbligazioni cinesi hanno offerto  un guadagno di 150 punti base rispetto ai Treasury statunitensi comparabili, i cui rendimenti sono stati frenati da un tasso di crescita più lento e dall’indicazione della Federal Reserve di voler mantenere invariati i tassi d’interesse fino al 2023.

Se considerati all’interno di un portafoglio globale obbligazionario, i titoli di stato cinesi possono anche agire come un efficace strumento di diversificazione. Le correlazioni con gli altri principali mercati obbligazionari, sia sviluppati che in via di sviluppo, e con i principali indici obbligazionari globali sono basse. Crediamo che gli exchange traded fund possano rappresentare un modo semplice ed economico per accedere alle obbligazioni governative cinesi.

Oltre al potenziale di rendimento, la Figura 2 mostra come le obbligazioni cinesi abbiano tipicamente una volatilità molto più bassa rispetto ad altri titoli di debito dei mercati sviluppati.

Con l’inserimento negli indici più importanti, probabilmente aumenteranno i flussi in entrata di capitali.

Entro ottobre 2021, la Cina sarà inclusa in tre importanti indici obbligazionari globali. Questo potrebbe comportare dei flussi d’investimento in entrata complessivi tra i 250 e i 300 miliardi di dollari, che secondo noi potrebbero generare una compressione dei rendimenti e una rivalutazione del capitale.

Inoltre, la Banca Popolare Cinese è intervenuta per far espandere ulteriormente il mercato agevolando gli scambi per gli investitori stranieri. Un accesso più ampio, a nostro avviso, probabilmente aumenterà la liquidità del mercato, consolidando ulteriormente l’importante ruolo della Cina nel mercato globale e in un portafoglio obbligazionario diversificato.

La Cina sta facendo progressi sulle tematiche ambientali, sociali e di governance (ESG).

Pur non essendo considerato un leader in questo campo, il Paese si sta muovendo nella giusta direzione. Il nostro sistema proprietario di valutazione delle obbligazioni per i mercati sviluppati ed emergenti pone la Cina al centro del gruppo, in linea con i suoi pari, per quanto riguarda i fattori ESG.

Il Paese ha una valutazione più elevata nei fattori sociali e di governance rispetto a quelli ambientali, dove ottiene un punteggio insufficiente. Tuttavia, accogliamo con favore il fatto che il governo, nel suo attuale piano quinquennale, si concentri sulla riduzione delle emissioni di gas serra e sul miglioramento della qualità dell’aria. La strada da percorrere è lunga, ma crediamo che il Paese abbia preso la direzione giusta.

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