Fondi Pacifico: grazie Cina

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di Roberto Dotti 18 Luglio 2008 | 12:24
C’è ancora un modo per guadagnare su questa terra senza dover andare a scomodare altri pianeti o galassie. Nonostante la debole congiuntura degli Stati Uniti, il boom di India e Cina non si è fermato. Diversi sono però i motivi della crescita: l’India deve dire grazie soprattutto al settore terziario, il cui fiore all’occhiello è rappresentato dall’IT, mentre il motore della Cina è l’industria con il boom delle esportazioni.

L’analisi dei migliori e peggiori comparti inclusi nell’area azionari Pacifico vede il fondo Parvest China in vetta alla classifica nella settimana che va dal 8 al 15 luglio con una performance positiva del +2,3%.

Il comparto, lanciato nel marzo 1997, gestisce un patrimonio di 528,8 mln di dollari e ha registrato una performance YTD negativa -35,8% contro una performance a 3 anni del 16,6%.Il benchmark di riferimento è il MSCI China 10/40 Usd Index.

Il comparto investe principalmente nelle azioni, nelle obbligazioni convertibili, nei buoni di sottoscrizione, nei certificati di investimento, nei warrant su azioni o negli altri titoli assimilabili alle azioni, emessi da società aventi sede nella Repubblica Popolare Cinese.

Vent’anni fa entrambi i Paesi hanno iniziato a liberalizzare e ad aprire le proprie economie comportando una migrazione della popolazione dalle campagne ad attività più produttive.

La Cina ha puntato su una rapida industrializzazione divenendo una fonte di prodotti ad alta intensità di manodopera e a basso costo, creando però squilibri a livello globale: da una parte ha permesso al resto del mondo di importare beni a minor prezzo portando effetti disinflazionistici, dall’altro è diventata una delle maggiori controparti del disavanzo delle partite correnti statunitensi.
Nel solo 2007 ha attirato ben 80 miliardi di dollari di capitali esteri.

L’ India ha conosciuto una forte espansione nel settore dei servizi, di cui l’informatica (IT) è senz’altro l’esempio più noto. Questa circostanza si spiega in parte con le restrittive leggi sulla manodopera per le grandi imprese nel settore manifatturiero, che hanno impedito a molte aziende di crescere e realizzare economie di scala. Altro fattore: gli incentivi fiscali, di cui ha beneficiato in particolare il settore IT.
Le sue partite correnti sono in disavanzo, così come è lontana l’incidenza indiana sul mercato globale, rispetto  a quella cinese. Nel 2007, infatti, ha attirato “solo” 20 miliardi di dollari di capitali stranieri.

I MIGLIORI FONDI AZIONARI DAL 08/07 AL 15/07

Valuta fondo percentuale
USD PARVEST CHINA 2,33%
USD HSBC GIF CHINESE EQUITY 2,04%
USD CAF KOREA 1,93%
USD SISF CHINA OPPORTUNITIES 1,57%
USD FORTIS L FUND EQUITY GREATER CHINA 1,43%

I PEGGIORI FONDI AZIONARI DAL 08/07 AL 15/07

Valuta fondo percentuale
EURO ASIAN EQUITY WORK -4,59%
EURO MS ASIAN EQUITY FUND -4,56%
JPY DB PLATINUM IV CROCI JAPAN -4,26%
USD CAF THAILAND -3,98%
JPY MS JAPANESE EQUITY ADVANTAGE FUND -3,84%

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