Investimenti, in sella alla qualità con AB

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di Francesca Vercesi 11 Novembre 2021 | 10:04

Investire meglio per ottenere performance più soddisfacenti. Come? Puntando sulla qualità. ‘Powered by quality’. È questo il claim con cui AllianceBernstein il colosso internazionale degli investimenti, con headquarter negli Usa, ha presentato il suo outlook di mercato ad analisti, fund selector e consulenti finanziari. Per farlo, si è presentata in modo certo innovativo e inusuale. Ovvero nel contesto del South Garage Store Triumph a Milano, luogo che ospita lo storico marchio inglese delle motociclette. Che oltre a essere il tempio delle moto britanniche (Steve McQueen e Marlon Brando ne sapevano qualcosa) ha messo a disposizione dei presenti servizi quali il barber shop e la personalizzazione dei caschi. Presente anche il barman di fama internazionale Filippo Sisti. «Mai come oggi bisogna saper creare extravalore. I clienti sono più preparati, non si accontentano, fanno confronti. La differenza si fa con la qualità di prodotti e servizi», sottolinea Giovanni De Mare(nella foto), responsabile dell’Italia di AllianceBernestein e grande appassionato di moto, incontrato a margine dell’evento.

Il gruppo, nato a New York nel 1967, oggi conta su 800 miliardi di dollari in gestione, 3.900 dipendenti, 140 gestori ed è presente in 51 città in 26 paesi. E punta forte sulla sostenibilità, tanto che oltre il 77% dei suoi strumenti finanziari integrano appieno i criteri esg, pari a circa 600 miliardi di dollari. «Facciamo da sempre gestione attiva e basiamo la nostra selezione titoli sulla ricerca. Inoltre, tengo a sottolinearlo, non ci siamo sporcati o distratti con la gestione passiva», precisa De Mare. E il parallelismo con le moto? «Vi sono certamente similitudini fra il mondo delle moto e quello della gestione attiva: entrambi richiedono grande attenzione non solo alle opportunità ma anche ai rischi, che devono essere ben calcolati e minimizzati. Inoltre sono in molti a ritenere che le moto siano uno dei mezzi di trasporto maggiormente sostenibili, grazie a consumi contenuti. Infine, proprio come per i fondi di investimento, per comprendere a pieno la potenza e la qualità di una moto è necessario considerare il servizio e il prodotto in dettaglio, senza limitarsi agli aspetti più superficiali», tiene a sottolineare il country head. A chiudere il panel è stata Elisa Bruscagin, retail sales advisor presso AllianceBernstein che ha presentato l’AB Sustainable Global Thematic Portfolio che mira a offrire una crescita del capitale nel lungo periodo, investendo in un portafoglio diversificato di imprese con un’esposizione a temi d’investimento ambientali o sociali, legati agli UNSDG e ai relativi 169 traguardi, condensati in tre temi: clima, salute e empowerment.

Una view di mercato. L’azionario, secondo l’asset manager, resta essenziale per ottenere performance, soprattutto scegliendo di avere un approccio attivo. Spiega Karen Watkin, gestore di AB All Market Income Portfolio, durante la presentazione dell’outlook: «un’area del portafoglio su cui continuiamo a concentrarci è la nostra allocazione azionaria ad alto dividendo. Mentre le valutazioni azionarie appaiono eccessive in alcuni punti, le azioni a dividendo continuano a offrire un certo valore rispetto ad altri fattori e stili azionari e, cosa forse più importante per noi come investitori, il differenziale di rendimento appare particolarmente interessante rispetto alle attività a reddito fisso». Per la società oggi c’è un interessante potenziale di crescita se si ricorre a un portafoglio concentrato di società globali di qualità. Il riferimento va a due fondi su cui AB sta puntando: AB Concentrated US Equity Portfolio e AB Concentrated Global Equity Portfolio.

Posizionamento del portafoglio. Certo, nel contesto attuale ci sono dei rischi da monitorare attentamente, tra inflazione, ritiro/riduzione degli stimoli monetari, volatilità, valutazioni elevate in alcune aree del mercato. Continua la Watkin: «i rischi non mancano ma, nonostante una certa volatilità, siamo costruttivi. I vaccini hanno funzionato. Tra i rischi ci sono anche i potenziali ritardi della ripresa, ma non torneremo indietro». E aggiunge: «la crescita degli utili è sopra la media, specialmente negli Stati Uniti. Le pressioni inflattive sono temporanee e, con ogni probabilità, dovrebbero calare a cominciare dal prossimo anno. Nel frattempo, l’inflazione potrebbe diventare un problema per le banche centrali, portando a una maggiore volatilità e dispersione della performance». Quanto al reddito fisso, «Abbiamo mantenuto un’esposizione inferiore al normale alle attività sensibili ai tassi d’interesse dal primo trimestre di quest’anno, data la nostra aspettativa che avremmo probabilmente visto una pressione al rialzo sui rendimenti a causa della forte crescita economica», aggiunge il gestore. E conclude: «abbiamo colto l’opportunità di chiudere parte di questo sottopeso nel mese di settembre, aggiungendo nuovamente i Treasury statunitensi quando le valutazioni sono diventate più attraenti in mezzo ai timori inflazionistici. Manteniamo la nostra allocazione ai titoli di Stato leggermente al di sotto del normale, poiché prevediamo un ulteriore aumento dei rendimenti entro la fine dell’anno. Per il futuro, costruiamo il portafoglio in modo da trarre vantaggio dalla riapertura dell’economia globale». La sintesi? Privilegiare le azioni rispetto al credito, mantenere i titoli di stato leggermente al di sotto dei livelli normali e scommettere di più sulle strategie attive che hanno un track record di sovraperformance rispetto al mercato. La diversificazione, si sa, resta importante.

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