Private Equity, via all'IPO dell'anno

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di Manuela Tagliani 28 Luglio 2008 | 13:57
Dopo dodici mesi di tergiversamenti, uno dei pilastri mondiali del private equity si prepara a sbarcare a Wall Street con un IPO da 15 miliardi di dollari. Kohlberg Kravis Roberts & Co, infatti, presto sarà quotata alla borsa di New York mettendo sul mercato il 21% del capitale ad un valore compreso tra 12 e i 15 miliardi di dollari

Fondata da Henry Kravis e Gorge Roberts, KKR sta per entrare nel mare nostrum della borsa in un momento buio per i manager attivi nel private equity, dato che di solito questi player ottengono il massimo dai mercati comprando e vendendo aziende.  Ma con il mercato del credito sempre più inaccessibile, molti fondi hanno rinunciato a questo tipo di affari, rendendo l’attività core sempre più difficile.

Inoltre il biennio di traslazioni 2006 e 20007 è ormai guardato con sospetto e considerato sovrastimato. Infine, quotarsi in borsa a un anno dalla presentazione della domanda, significa chiedere agli investitori di credere sia nel passato sia nel futuro della società.

KRR ha dimostrato di essere un fondo performante sin dalla sua creazione: da  32 anni il fondo genera un rendimento annuale medio del 26% e soprattutto ha dimostrato di sapere reagire bene sia alle situazioni positive sia a quelle negative. Ma ora gli investitori devono dargli credito in un territorio che non è il loro e nel quale KKR non ha nessuna esperienza.

La speranza è di trasformare KKR in un asset manager di ampio respiro, ancorato ma non completamente controllato dagli utili dell’attività di private equity.

Questa però era anche la missione Blackstone Group che ha scelto la strada pubblica nell’estate 2007 proprio quanto i mercati creditizi erano ai massimi.

Ad oggi le azioni di Blackstone hanno registrato una performance disastrosa passano dai 35,36 dollari del primo giorno di quotazione ai 18 di venerdì scorso.
 
Ci si aspetta quindi oggi KKR dichiari che le sue azioni verranno valutate 10-12 volte gli utili del 2009, che sono valutati circa 1.2 miliardi di dollari, per un valore totale di circa 12-15 miliardi. Il timore di KKR è che gli investitori paragonino l’andamento di Blackstone con quello di KKR.

In una nota Kravis e Roberts hanno dichiarato: “Questa operazione fornirà capitale aggiuntivo per i nostri affari. Essere quotati in borsa ci consentirà di fare tutto al meglio: far crescere le aziende in tutto il mondo e produrre forti rendimenti per i nostri investitori partendo da una piattaforma più solida e da un capitale di base più ampio.”

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