Fondi, Robeco si allea con il WWF e studia la biodiversità

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di Redazione 2 Febbraio 2022 | 09:27

Robeco ha annunciato una partnership con il World Wide Fund for Nature Olanda (WWF-NL), che va a supportare uno studio dell’asset manager volto ad affrontare la perdita di biodiversità. Lo studio è intitolato “L’approccio di Robeco alla biodiversità: Verso l’integrazione di rischi, opportunità e impatti legati alla natura nei nostri investimenti”. È stato redatto da specialisti di tutti i team di ricerca di Robeco che si occupano di engagement, clima e investimenti sostenibili e costituirà un modello per le future politiche in questo campo.  Tuttavia, la sfida è così complessa che nessun investitore può procedere da solo, per questo Robeco è orgogliosa di annunciare la creazione di una nuova partnership con WWF Olanda a completamento delle collaborazioni esistenti come il Finance for Biodiversity Pledge.

Integrare la biodiversità

Entrambe le organizzazioni stanno lavorando insieme per integrare la biodiversità nell’asset management. La partnership mira a sviluppare un framework e una politica di investimento sulla biodiversità per Robeco, a sviluppare congiuntamente strategie di investimento sulla biodiversità e ad impegnarsi con i clienti e altri stakeholder del settore finanziario per creare maggiore consapevolezza sulla questione e spingerli ad agire per integrare la biodiversità nelle proprie politiche.  La devastazione quotidiana di foreste, piante e animali dovuta all’attività umana è vista come una sfida grande quanto quella che il mondo deve affrontare con il cambiamento climatico. Gli investitori possono giocare un ruolo nell’affrontare questioni come la deforestazione e lo sfruttamento del territorio attraverso l’engagement e l’integrazione dei rischi (e delle opportunità) all’interno del processo decisionale.

Giocare un ruolo cruciale

“Il settore finanziario e il settore del risparmio gestito in cui operiamo hanno un ruolo cruciale da svolgere nell’aiutare a prevenire ulteriori perdite di biodiversità”, dice Peter van der Werf, Senior Manager Engagement di Robeco. “Questo non è qualcosa che è semplicemente ‘bello avere’ nel contesto dell’investimento sostenibile: è nell’interesse a lungo termine dei nostri clienti e della nostra performance di investimento, combinato con il nostro dovere di fare del nostro meglio per sfruttare la nostra influenza per proteggere il pianeta. Robeco si occupa di biodiversità da un certo numero di anni, attraverso un programma di engagement dedicato sulla deforestazione legata alle materie prime, attraverso la nostra politica sull’olio di palma, e valutando la biodiversità come un fattore materiale nel nostro processo di integrazione ESG, ricorda van der Werf.

 “Tuttavia, è chiaro che c’è molto di più da fare, sia in termini di ulteriore engagement, sia nell’incorporare questo fattore sistematicamente nelle nostre decisioni di investimento. Non si tratta più solo di evitare quelle aziende che sono responsabili della perdita di biodiversità attraverso le loro operazioni dannose per l’ambiente. Dobbiamo anche includere le aziende che si stanno sforzando di proteggere la biodiversità, dirigendo più capitale verso questo tipo di imprese sostenibili”.

Delineare l’urgenza

Lo studio delinea l’urgenza di preservare la biodiversità sul pianeta e la stabilità futura della vita aziendale. Il World Economic Forum stima che più della metà della produzione economica mondiale di 44 mila miliardi di dollari è moderatamente o altamente dipendente dalla natura in qualche modo, il che significa che se i sistemi naturali crollano, lo faranno anche i nostri sistemi economici e finanziari. Il documento illustra in dettaglio la rilevanza finanziaria che ciò presenta per gli investitori: una heatmap utilizzando i dati dello strumento ENCORE (Exploring Natural Capital Opportunities, Risks and Exposure) sviluppato dalla United Nations Environment Programme Finance Initiative ha mostrato che circa un quarto degli asset in gestione di Robeco è altamente dipendente da almeno un servizio ecosistemico. In linea con l’esposizione di altri operatori del settore finanziario, dal report si deduce che circa il 29% degli investimenti di Robeco sono in settori che hanno potenzialmente un certo impatto sui principali fattori di perdita della biodiversità, guidati dall’uso della terra e dell’acqua dolce, seguiti da cambiamenti climatici, inquinamento e disturbi diretti. Questo dimostra che la biodiversità è un argomento molto rilevante per gli investitori e che è necessaria un’azione in tutto il settore finanziario per garantire che gli investimenti contribuiscano al raggiungimento degli obiettivi della Convenzione sulla Diversità Biologica.

Infrangere i limiti planetari

Nel 2009, Johan Rockström dello Stockholm Resilience Centre ha guidato un gruppo di scienziati di fama internazionale per identificare i nove processi che regolano la stabilità e la resilienza del sistema Terra. Gli scienziati hanno proposto dei limiti planetari quantitativi entro i quali l’umanità può continuare a svilupparsi e prosperare per le generazioni a venire. Attraversare questi confini aumenta il rischio di generare cambiamenti ambientali bruschi o irreversibili su larga scala. L’insieme delle evidenze accademiche continua a mostrare che mentre lo sviluppo umano insostenibile continua senza sosta, e mentre la minaccia del cambiamento climatico cresce, due dei nove limiti planetari – l’integrità della biosfera e i flussi biogeochimici – sono già stati violati.

La natura in crisi

“La natura è in crisi: nella storia dell’uomo la biodiversità non è mai diminuita così velocemente come oggi”, dice Aaron Vermeulen, direttore Green Finance, WWF Olanda. “Le pressioni umane sulla natura stanno mettendo un milione di specie a rischio di estinzione, molte delle quali in pochi decenni. I cambiamenti nell’uso della terra e dell’acqua, lo sfruttamento diretto degli organismi, l’inquinamento e l’introduzione di specie invasive minacciano molti ecosistemi. Tuttavia, la crisi della natura non è una questione a sé stante. Il cambiamento climatico sta ulteriormente esacerbando i driver per la perdita delle risorse naturali, che a sua volta riduce la nostra capacità di assorbire le emissioni di anidride carbonica e quindi di mitigare il cambiamento climatico. Questa spirale negativa riduce anche la nostra capacità di resistere agli impatti del cambiamento climatico, poiché gli ecosistemi degradati non ci proteggono dagli eventi naturali come gli ecosistemi sani. La roadmap interna di Robeco sulla biodiversità, catturata in questo report, è un vero passo avanti. Mira a comprendere e ad affrontare gli impatti e le dipendenze legate alla natura in tutta la sua organizzazione. Non vediamo l’ora di collaborare con Robeco per garantire una solida implementazione”.

Maggiore collaborazione

Tale collaborazione è fondamentale per poter creare i dati e gli strumenti necessari per progredire. Robeco è tra i primi firmatari della Task Force for Nature-Related Disclosure (TNFD), fondata da WWF e altre realtà, che mira a costruire un framework che permetterà alle istituzioni finanziarie di incorporare i rischi e le opportunità legati alla natura nella pianificazione strategica, nella gestione del rischio e nelle decisioni di asset allocation.  Robeco ha firmato il Finance for Biodiversity Pledge nel 2020, impegnandosi a proteggere e recuperare la biodiversità attraverso attività finanziarie e investimenti entro il 2024.

“Il nostro obiettivo generale è nel giro di pochi anni essere in grado di misurare e orientare il nostro contributo come investitore alla protezione della biodiversità e della natura in collaborazione con WWF Olanda e altre partnership come il Finance for Biodiversity Pledge”, dice Van der Werf. “In questo nuovo documento descriviamo il nostro viaggio – perché abbiamo iniziato, cosa abbiamo fatto e dove vogliamo arrivare. Speriamo apprezziate la lettura e che vi uniate a noi in questa missione vitale”.

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