Risparmio gestito: un legame consolidato con gli investitori italiani

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di Redazione 18 Febbraio 2022 | 10:31

Quello tra gli investitori e l’industria del risparmio gestito è un legame ormai consolidato che, nonostante le molte oscillazioni affrontate nell’ultimo ventennio, ha registrato comunque una crescita costante.

Ad oggi, sono oltre 40.000 i fondi disponibili al pubblico retail sul mercato italiano, di cui più di 7.000 vengono distribuiti su Fundstore: sono numeri eloquenti, che dimostrano come questi strumenti siano ormai entrati a far parte dei portafogli delle famiglie del nostro Paese.

Tuttavia, il risparmio gestito non ha avuto un percorso semplice e ha dovuto attendere per riuscire ad abbattere barriere culturali e acquisire l’elemento fondante di qualsiasi rapporto duraturo: la fiducia.

Dagli inizi del nuovo Millennio si sono susseguiti diversi avvenimenti, tra i quali alcune crisi economiche e finanziarie che hanno messo a rischio le fondamenta stesse dei mercati, oltre la pandemia, che ha fatto oscillare fortemente i trend di mercato.

Nonostante le difficoltà, i risparmiatori non hanno “abbandonato la nave”, affidandosi ai professionisti del settore, la cui forza è stata proprio la pianificazione, la gestione attiva del prodotto e la conoscenza dei propri clienti.

Infatti, nel medio e lungo termine, nessun crack dei mercati ha compromesso le sorti di questi strumenti finanziari e nessun risparmiatore che avesse pianificato i propri investimenti assieme a un gestore ha visto andare in fumo i risparmi di una vita.

È nel lungo periodo infatti che gli investimenti tendono a portare un profitto e i numeri lo dimostrano: se ad oggi i fondi gestiscono globalmente 1.250 miliardi di dollari, mentre 20 anni fa le masse gestite erano meno della metà, significa che la fiducia dei risparmiatori non è stata tradita.

Inizialmente, i fondi sono andati a sostituirsi ai titoli di Stato. Vent’anni fa gli italiani erano quasi totalmente BoT people e i fondi maggiormente apprezzati erano prettamente obbligazionari, a dimostrazione che la tendenza in Italia è quella di preferire prodotti più a basso rischio e l’esitazione ad investire nei mercati azionari rispetto, per esempio, a ciò che avviene nei paesi anglosassoni.

In generale, il settore dell’asset management a livello globale e, di conseguenza, locale ha vissuto negli ultimi anni una serie di cambiamenti. Tra i principali ricordiamo: la competizione con gli ETF, la maggiore evoluzione e rilevanza delle normative di settore, la maggiore concentrazione di player globali che guidano il mercato, e la tecnologia, divenuta l’investimento principale su cui concentrarsi.

Il settore del risparmio gestito è quindi in continua crescita ed evoluzione e questa condizione pone sfide sempre più complicate ai gestori, che devono adeguarsi agli scenari macroeconomici e all’evoluzione tecnologica, fattori che metteranno a dura prova la resilienza dell’intera industria.

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