Asset allocation: investire durante un conflitto

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di Redazione 19 Aprile 2022 | 13:30

E’ stato pubblicato l’Investment Insight di aprile redatto da Pilar Gomez-Bravo, Director Fixed Income – Europa per MFS Investment Management, intitolato “Investire durante un conflitto” in cui si illustrano le implicazioni della guerra in Ucraina per la crescita, l’inflazione e i mercati globali.

Di seguito un estratto delle conclusioni in riferimento alla gestione del portafoglio:

In un’ottica futura, sappiamo che i premi al rischio sui mercati tendono a salire vertiginosamente, ma il quadro macroeconomico preesistente ha la sua importanza. Molto dipenderà dalla durata dello shock geopolitico: quanto più si protrarrà, tanto maggiore sarà il suo impatto sulla crescita, sull’inflazione e sul posizionamento. Pertanto, è importante non solo monitorare i mercati per scorgere eventuali segnali di stress, in particolare per quanto concerne i finanziamenti bancari, ma anche tenere d’occhio gli indicatori di volatilità e i volumi delle opzioni sulle coperture liquide. Inoltre, gli investitori dovrebbero prestare attenzione alla carenza di garanzie di alta qualità e ai segnali di ulteriori interruzioni fisiche nei mercati delle materie prime, restando al contempo aggiornati sull’andamento degli indicatori del sentiment/fiducia e sulla guidance fornita dalle imprese in merito al probabile impatto su cash flow e utili. È difficile valutare i rischi geopolitici, che non sono mai pienamente scontati nelle quotazioni. Il principale stress test in questa situazione consiste nell’esaminare ciò che accade con l’inasprimento delle sanzioni. Questo significa ricercare gli anelli deboli della catena e tentare di valutare quale dovrebbe essere l’esposizione al rischio di controparte affinché si produca un evento sistemico. In assenza di un simile evento, il rischio rimane regionale e in gran parte esogeno. Lo shock energetico gioca un ruolo importante. Monitorando i mercati dei futures sul petrolio e su altre materie prime, gli investitori possono rilevare segnali di potenziali tensioni sul mercato e indicazioni che i problemi geopolitici stanno diventando più sistemici che regionali.

Conclusioni

In futuro gli investitori dovrebbero continuare ad attendersi rialzi finché non vi saranno chiare indicazioni che la crescita globale rallenterà in misura sufficiente a eliminare il problema dell’inflazione. In assenza di tale chiarezza, le banche centrali continueranno ad alzare i tassi, in particolare quelle che si trovano dietro la curva, come la Fed. La sfida più grande è capire cosa è scontato nei mercati del credito, dato che quest’ultimo è un’asset class illiquida negoziata over the counter. I livelli sugli schermi non sono necessariamente accurati. Finché non si verificano transazioni, non è chiaro quale sia il livello dell’indice. Nell’attuale contesto di mercato la liquidità è un aspetto cruciale che ci induce a mantenere un orientamento prudente. Siamo più inclini ad aumentare l’esposizione ai mercati del credito investendo in nuove emissioni per via della trasparenza sui prezzi e dei premi di collocamento. Nell’attuale contesto di tensioni geopolitiche e conflitto bellico, la volatilità di mercato è pressoché inevitabile. Per quanto possano essere tumultuose, le anomalie che si manifestano in questi periodi creano opportunità per gli investitori obbligazionari attivi, in particolare per quelli con un orizzonte temporale più lungo.

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