Investimenti: aziende sostenibili e vincenti

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di Gianluigi Raimondi 11 Maggio 2022 | 15:30

“I leader climatici, cioè le aziende che stanno decarbonizzando le proprie attività più velocemente delle altre, godranno di crescenti vantaggi a livello di costi nei prossimi decenni. Prezzi del carbonio e di compensazione troppo bassi hanno portato le aziende ad adagiarsi, ma tutto questo cambierà, con e­etti a sorpresa sui costi per le società che si faranno trovare impreparate”. Ad a­ffermarlo è Simon Webber, gestore del fondo Schroder ISF Global Climate Leaders di Schroders, che di seguito illustra la view.

Il carbon pricing e i relativi costi
“Il carbon pricing fissa un costo per le emissioni di gas a e­etto serra, generalmente permettendo lo scambio di quote di emissioni di CO2. Il numero di quote disponibili viene ridotto gradualmente, nell’obiettivo di fare aumentare i prezzi e giungere a un calo delle emissioni, con le aziende incentivate a investire per ridurle. Gran parte della ricerca ritiene che sia necessario un prezzo del carbonio di 100 euro per tonnellata per decarbonizzare l’economia globale. Negli ultimi anni, il sistema per lo scambio delle quote di emissione dell’Ue (Ets) ha avuto un impatto in tal senso, con il prezzo del carbonio che ha raggiunto circa i 100 euro a tonnellata (attualmente attorno a 80 euro), a beneficio di chi produce bassi livelli di emissioni. Il carbon pricing si sta di­ondendo: Cina, Canada e parte degli Usa stanno già sviluppando sistemi simili all’Ets dell’Ue, mentre altri paesi stanno introducendo tasse o imposte sul carbonio. Anche all’interno dell’Ue il carbon pricing è destinato a espandersi”.

I piani Net Zero
“Intanto alcune aziende stanno facendo notizia con i loro piani di Net Zero. Tuttavia, molti di essi sono basati su un ampio uso delle pratiche di compensazione, che possono assumere forme diverse, tra cui l’investimento in progetti di deforestazione. In molti settori, tali pratiche sono al momento più convenienti rispetto a investire in tecnologie per ridurre le emissioni. Ma si tratta di un’illusione: il prezzo di tali compensazioni (5-10 dollari/t) è molto basso. Queste aziende saranno costrette a pagare di più in futuro per raggiungere i loro obiettivi, poiché non c’è abbastanza terra per soddisfare la riduzione delle emissioni con la riforestazione. Secondo una ricerca di Bloomberg New Energy Finance, i prezzi di compensazione potrebbero arrivare a 47 dollari a tonnellata entro il 2027 e superare i 200 nel 2029. In conclusione, sia attraverso uno schema come l’Ets europeo, una tassazione sul carbonio o l’aumento dei prezzi di compensazione, i costi saranno sempre più alti. Quindi le aziende che stanno riducendo davvero le emissioni saranno in una posizione migliore quando i costi reali delle emissioni avranno un impatto più evidente sui bilanci”.

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