Fondi, Efama: patrimonio netto degli Ucits in calo nel primo trimestre

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di Redazione 9 Giugno 2022 | 11:27

La European Fund and Asset Management Association (EFAMA) ha pubblicato la sua European Quarterly Statistical Release per il primo trimestre del 2022. Ecco di seguito le principali evidenze.

  • Il patrimonio netto dei prodotti Ucits e Aifs ​​è diminuito del 4,5%.
  • Gli Ucits hanno registrato deflussi netti per 90 miliardi di euro, rispetto agli afflussi netti di 238 miliardi nel quarto trimestre del 2021.
  • I fondi azionari Ucits hanno continuato a registrare afflussi netti (24 miliardi di euro), rispetto a 57 miliardi nel primo trimestre del 2021.
  • I fondi obbligazionari Ucits e gli Aif hanno registrato ingenti deflussi netti (rispettivamente 50 miliardidi euro e 119 miliardi).
  • I fondi multi-asset Ucits hanno registrato solide vendite nette (56 miliardi di euro), rispetto a 50 miliardi di ero nel quarto trimestre del 2021.
  • I deflussi netti dagli Aif sono aumentati a 19 miliardi di euro, da 5 miliardi di euro nel quarto trimestre del 2021.
  • I fondi azionari Aif hanno registrato deflussi netti per 42 miliardi, rispetto a 18 miliardi di EUR nel quarto trimestre del 2021. I
  • fondi obbligazionari Aif hanno registrato afflussi netti modesti (6 miliardi), mentre gli Aif Mmfs hanno subito deflussi netti modesti (5 miliardi ). I multi-asset Aif hanno registrato afflussi netti per 12 miliardi, rispetto a 7 miliardi nel quarto trimestre del 2021. Gli acquisti netti di fondi di investimento da parte delle famiglie europee sono rimasti a un livello elevato nel quarto trimestre del 2021 (52 miliardi) e sono stati pari a 245 miliardi per l’intero anno 2021.

Bernard Delbecque, Senior Director for Economics and Research presso EFAMA, ha commentato: “Non sorprende che la domanda degli investitori di Ucits sia diminuita drasticamente nel primo trimestre del 2022 a causa della combinazione di diversi fattori: la guerra in Ucraina, il blocco in Cina, l’aumento l’inflazione e la mancanza di segnali positivi da parte dei responsabili politici, poiché le banche centrali non hanno altra scelta che aumentare i tassi di interesse e il margine di manovra per i governi per fornire sostegno fiscale è ora gravemente limitato da ampi deficit di bilancio”.

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