Difendiamoci dai ribassi con l'absolute return

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di Marco Mairate 20 Agosto 2008 | 14:08
E’ questa la ricetta suggerita da Invesco che punta a unire le strategie macro e micro per ottenere il miglior profilo rischio-rendimento.

Operare sui mercati attraverso il classico stock-picking risulta in queste condizioni una tecnica a volte frustrante. In un momento dove fondi comuni, fondi hedge, banche, agiscono in sincrono, comprando (ma soprattutto vendendo) azioni o interi settori, riuscire a individuare il titolo giusto anticrisi é operazione ardua. 

In questo contesto, gli unici prodotti eletti a sopravvivere sono i cosiddetti fondi absolute return: ovvero quei comparti che grazie alla libertà di azione e all’ampio ventaglio di strumenti finanziari utilizzabili, riescono, se non a guadagnare, a contenere i drawdown dei mercati. HEDGE ha intervistato Michael Fraikin, gestore della scuderia Invesco e portfolio manager all’interno del team Invesco Quantitative Strategies (IQS) nonché gestore del fondo Invesco Pan European Structured Equity Fund. 
 
Fraikin ha spiegato a HEDGE le caratteristiche dell’ultimo prodotto di Invesco Quantitative Strategies, divisione di Invesco che amministra circa 29,4 miliardi di dollari (dati al 31 marzo 2008). Sotto questo cappello, lo scorso 25 marzo é stato lanciato il fondo Invesco Global Absolute Return Fund. 
Il comparto, strutturato secondo lo status legale Ucits, é una combinazione di strategie micro e macro.
Il fondo utilizza, infatti, un duplice approccio per operare sul mercato: per la parte micro ha le caratteristiche di un long-short equity che opera sui titoli azionari, obbligazioni e futures sulle valute. 
La parte macro invece utilizza un approccio fondamentale per investire long-short sui future di indici azionari, obbligazionari, valutari. «Il fondo inizialmente operava solo sul mercato equity statunitense, successivamente abbiamo esteso l’universo investibile anche verso altri mercati per un totale di oltre 3.000 aziende» spiega Fraikin. 
Secondo le aspettative del gestore, la combinazione di strategie macro e micro darà luogo a un profilo rischio-rendimento migliore rispetto a quello risultante dall’impiego di un’unica strategia, «in un contesto di mercato come quello che stiamo vivendo, gli investitori possono solo prendere profitto nelle fasi di rialzo del mercato mentre rimangono esclusi dalle fasi ribassiste – spiega Fraikin – con questo nuovo strumento anche le fasi di discesa diventano occasioni di guadagno».
Circa il resto dell’anno il gestore non si aspetta nulla di buono dai mercati, «il nostro outlook sui mercati azionari rimane negativo per i prossimi sei mesi anche se alcune buone occasioni si potranno presentare volta per volta». Nemmeno il mercato obbligazionario sembra lasciare speranze «é dal 1994 che non abbiamo una posizione corta sia sul mercato azionario, sia su quello obbligazionario». 
 
Per quanto riguarda le valute, l’esperto spiega che le valutazioni del dollaro sono a sconto sui fondamentali dell’economia americana ma il sentiment sul biglietto verde continua a rimanere sotto pressione. 
Qualche occasione potrebbe arrivare dal mercato giapponese mentre a livello di singoli settori Fraikin conferma di non avere posizioni sui finanziari: «l’ultima esperienza con i finanziari risale a Northern Rock, titolo che abbiamo venduto allo scoperto già dalla scorsa estate e prima dell’inizio del tracollo».  

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