Franklin Templeton, le strategie per le acquisizioni e per la crescita

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di Francesca Vercesi 15 Luglio 2022 | 10:50
Intervista a Julian Ide, responsabile della distribuzione Emea e aMichele Quinto, country head e branch manager per l’Italia di Franklin Templeton.

Franklin Templeton ha compiuto sette acquisizioni negli ultimi due anni. Cosa hanno rappresentato in particolare in Europa? Ne parliamo con Julian Ide (nella foto a destra), responsabile della distribuzione Emea e con Michele Quinto (nella foto in basso a sinistra), country head e branch manager per l’Italia di Franklin Templeton.

 Avete intenzione di continuare con la strategia M&A e quali obiettivi sono di interesse in futuro?

Ide: La nostra strategia di acquisizione si è focalizzata su tre aree chiave. L’accesso dei clienti a fonti di rendimento non tradizionali tramite private market e strategie di investimento alternative, consulenza ed esperienza dei clienti basate sui dati e personalizzate e miglioramento dei servizi di gestione patrimoniale per i clienti con un patrimonio netto elevato. Ad esempio, abbiamo recentemente annunciato l’acquisizione di Alcentra, uno dei maggiori gestori europei credit alternative. Alcentra apporta competenze di investimento europee e globali in asset class sia liquide che private debt, che integrano le nostre competenze esistenti all’interno di BSP. L’acquisizione di Alcentra contribuirà ad espandere il nostro potenziale di soluzioni di asset alternative, offrendo strategie che non si prestino alla replica passiva. Ci sarebbe voluta una notevole quantità di tempo e risorse finanziarie per creare una piattaforma alternative in Europa. La tempistica è stata perfetta per questa acquisizione in quanto Alcentra ha costituito un’opportunità unica per entrare nel mercato europeo del credito su larga scala. Questa acquisizione sbloccherà nuove opportunità per offrire soluzioni di credito globali più ampie ai clienti BSP e Franklin Templeton che stanno allocando sempre più capitale a questa asset class. Riflette inoltre la crescente importanza dell’Europa per la nostra strategia di business. Continuiamo a cercare acquisizioni strategiche che integrino le competenze esistenti di Franklin Templeton a livello globale.

Quali sono i principali trend della domanda dei clienti (sia retail sia istituzionali) che vede in Europa?

Ide: Sia i clienti retail sia quelli istituzionali continuano a focalizzarsi sui fattori Esg. Gli investitori cercano sempre più prodotti che riflettano meglio i loro valori e le loro convinzioni e, quindi, abbiano un impatto positivo sul nostro mondo, offrendo al contempo rendimenti finanziari sostenibili. L’implementazione dell’SFDR ha trasformato l’arena del settore dei servizi finanziari. Ci sono scelte di investimento più sostenibili per gli investitori e più trasparenza per i nostri clienti. Gli asset manager hanno riconosciuto questa domanda da parte dei clienti e c’è un notevole numero di prodotti Esg in fase di lancio. E, naturalmente, la pandemia ha accelerato bruscamente la trasformazione digitale. Il lockdown globale ha immediatamente costretto a un brusco coinvolgimento digitale tutti i clienti in quanto non c’erano altre alternative praticabili. Lo abbiamo visto in tutti i segmenti di clientela, dagli investitori che volevano assicurarsi che il loro denaro fosse al sicuro, ai consulenti finanziari che non potevano incontrare i clienti faccia a faccia per rassicurarli. Lo abbiamo visto anche dal punto di vista istituzionale, data la necessità di mantenere relazioni e attività di investimento. Il lockdown ha costretto un maggior numero di aziende ad avvalersi del self-service digitale. La necessità di personalizzare i servizi digitali ed offrire esperienze high-touch omni-channel per connettersi e differenziarsi non è mai stata così importante. Mentre ci avviamo verso la normalità, molti di questi cambiamenti si direbbe che siano avvenuti per rimanere.

Quinto: L’avvento delle tecnologie digitali è uno dei più importanti trend del nostro settore: impone alle case di gestione di aggiornare sia le modalità di interazione con i clienti, sia i processi interni. Franklin Templeton proviene da una storia d’innovazione. Siamo presenti nella Silicon Valley dal 1973 e possiamo vantare una strategia focalizzata sull’innovazione tecnologica dal 1968. Le nuove scoperte della genomica, le modalità dirompenti di sviluppo del commercio globale, le macchine intelligenti, sono tra i temi più attraenti, disponibili nella nostra offerta negli Stati Uniti e da poco anche per il mercato italiano. Non solo. A San Mateo, nel 2019, abbiamo contribuito a lanciare un’iniziativa di scouting delle nuove imprese nel settore fintech, in partnership con EvoNexus, uno dei più prestigiosi incubatori di startup tecnologiche della California. La sostenibilità, a sua volta, sta diventando un fattore critico. Ormai non si può prescindere da questo approccio. Il re golamento Sfdr, entrato in vigore il 10 marzo 2021, è un passo importante per promuovere trasparenza ed autenticità nel modo in cui gli investitori interpretano tematiche Esg e della sostenibilità. Ci sono stati negli ultimi anni importanti cambiamenti normativi, con un nuovo quadro regolatorio. Anche i processi di product governance introdotti da Mifid II ci impongono sempre più di dialogare e collaborare con i distributori. Senza dimenticare altre due tematiche importanti, connesse in qualche modo agli equilibri geopolitici: gli investimenti Esg e quel processo che oggi viene definito deglobalizzazione. Le tensioni geopolitiche stanno facendo emergere un sentiment critico in tutto il mondo verso la globalizzazione. Queste forze geopolitiche hanno spinto i player dell’industria finanziaria a prendere in considerazione strategie di crescita e di offerta un po’ più local, cioè che tengono conto maggiormente delle peculiarità di ogni singolo mercato.

Questo è un momento difficile per i mercati, e con l’inflazione e l’aumento dei tassi molti stanno esprimendo prospettive pessimistiche. È una sfida per la distribuzione in Europa? Avete modificato la vostra strategia di distribuzione in previsione di una recessione?

Ide:  Durante questi tempi difficili per gli investitori, abbiamo incrementato la nostra attenzione al coinvolgimento e alla comunicazione con i clienti. Sfruttando l’esperienza del Franklin Templeton Institute, siamo riusciti a raggiungere un numero record di clienti nel corso del 2022. Nel complesso, non abbiamo adeguato la nostra strategia di distribuzione, tuttavia abbiamo visto alcuni cambiamenti  nelle esigenze dei clienti. Per molti dei nostri clienti, ad esempio, la necessità di un reddito protetto dall’inflazione e resistente ai tassi è una costante in tutti i punti del ciclo economico, ma la preoccupazione ora è che gli investitori assumano un rischio sempre più idiosincratico per compensare l’incertezza. Ci sono opportunità in settori come il credito privato a tasso variabile, alcuni debiti dei mercati emergenti, asset reali, ecc. Ma se gli aumenti irregolari dei tassi continueranno, allora le opportunità statunitensi diventeranno più costose per una copertura euro-hedged per gli investitori europei e quindi questo ciò potrebbe significare che gli investitori dovranno guardare altrove.

Quinto:  La nostra priorità a livello Italia è accentuare la nostra dimensione di player locale. Per questo motivo stiamo lavorando con molta cura allo sviluppo di un’efficace strategia della distribuzione a supporto della quale abbiamo introdotto nel nostro team leader esperti e navigati con focus sul canale intermediary che possano guidare i nostri commerciali nella gestione della clientela italiana, quali professionisti finanziari, advisor e discretionary clients. La vicinanza al cliente permette di reagire prontamente all’evolvere delle condizioni di mercato. Significa poter lanciare un nuovo prodotto, magari costruito a quattro mani con i nostri partner del mondo distributivo, in tempi più rapidi e con un focus specifico sul mercato italiano. Miriamo ad investire maggiormente nelle aree strategiche: tecnologia, competenze, distribuzione ed abbiamo rafforzato le nostre capacità d’investimento, puntando sulla specializzazione con le nostre sei società di investimento indipendenti che abbiamo integrato in seguito all’acquisizione di Legg Mason, come ClearBridge Investments e Martin Currie nell’azionario, Royce Investment Partners sul fronte small cap o Brandywine Global di Filadelfia e Western Asset per il reddito fisso. La presenza locale ci permette di sviluppare contenuti formativi e informativi dedicati e di rispondere velocemente a domande di qualsiasi genere provenienti dai nostri clienti. In Italia, del resto, vogliamo proporre una partnership che abbracci tutto l’universo dell’asset management: gestione attiva, passiva, advisory, formazione, servizi. La collaborazione tra asset manager e distributore può diventare molto più stretta e facciamo squadra: insieme disegniamo i prodotti, realizziamo le campagne di comunicazione e di marketing.

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