Sos pensioni: rendimenti crollati

La difficile situazione economica, insieme alle fibrillazioni dei mercati azionari e obbligazionari, causati dalla guerra in Ucraina e tutto ciò che ne consegue, hanno avuto contraccolpi pesanti.

Come si legge sulle pagine di Avvenire, l’ultimo monitoraggio della Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip) fotografa un anno da dimenticare, con un calo del 10% a fronte di una rivalutazone del Tfr dell’8,3%, legata a doppio filo alla crescita dell’inflazione. I fondi pensione negoziali sono crollati del 9,8%, quelli aperti del 10,9%, mentre i piani individuali pensionistici (Pip) di ramo Ill hanno fatto segnare un -11,55%. In positivo, anche se solo dell’1,1%, le gestioni separate di ramo I.

La Covip ha sottolineato come i rendimenti negativi siano il prodotto del calo dei mercati azionari e dl rialzo dei tassi di interesse che, a loro volta determinano un calo dei titoli obbligazionari. In generale, negli ultimi anni, le posizioni attive sono 10,3 milioni (in crescita di 564mila unità, +5,8%) rispetto al 2021. Gli iscritti sono 9,2milioni (+5,4%), 349mila posizioni in più nei fondi negoziali (+10,15), per un totale di 3,8 milioni.

Nelle forme pensionistiche di mercato, si rilevano 106mila posizioni in più nei fondi aperti (+6,1%) e 84mila posizioni in più nei Pip “nuovi” (+2,3%): alla fine di dicembre, il totale delle posizoni in essere in tali forme è stato rispettivamente di 1,8 milioni e 3,7 milioni di unità, oltre a quasi un milione di posizioni tra Pip vecchi e fondi pre-esistenti. Le risorse destinate alle prestazioni sono state 205 miliardi di euro con una riduzione di 7,7 miliardi per effetto delle perdite in conto capitale determinate dall’andamento dei mercati finanziari.

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