Fondi Pir: aumentano i deflussi

Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, i fondi PIR tradizionali (3.0) hanno registrato deflussi per 169,4 mln di euro a luglio (rispetto ai -202 mln di giugno) e portando il saldo complessivo nei primi sette mesi del 2023 a -1.4 mld di euro.

Un deficit cumulato è maggiore rispetto a quanto registrato nell’anno più critico per questi prodotti del 2019 (-1,1 mld) ed equivale a quanto è stato riscattato in due anni interi, nel 2020 e 2022 (rispettivamente -759 mln e – 734 mln).

Secondo l’articolo, solo 11 prodotti PIR hanno chiuso il mese con flussi di denaro positivi, mentre alcuni prodotti hanno registrato deflussi significativi dimostrando che molti investitori potrebbero essere orientati al breve termine e influenzati da eventi congiunturali.

“Riteniamo che una parte considerevole dei deflussi nel 2022 e dall’inizio del 2023 possa essere attribuita alla riduzione della propensione al rischio a causa delle incertezze geopolitiche e politiche monetarie restrittive, che da un lato non hanno spinto verso nuove sottoscrizioni e dall’altro hanno portato a prese di profitto su strumenti che avevano registrato complessivamente buone performance su un orizzonte di cinque anni usufruendo dell’agevolazione fiscale prevista per questa tipologia di prodotti: dopo cinque anni l’esenzione del 100% dalla tassazione sugli utili e del 100% delle imposte di successione”, commentano da Equita.

“I deflussi, insieme al contesto macroeconomico complesso, hanno penalizzato le valutazioni delle mid-small cap italiane, che trattano ora a 10.5x-10x il P/E 2023-24 stimato. A nostro avviso i PIR restano un’opzione attraente e dinamica per gli investitori, che hanno dimostrato di saper navigare anche nelle fasi di mercato più complesse, fornendo dei rendimenti competitivi e positivi”, fanno poi notare da Equita.

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