Fondi emergenti: tengono nonostante la crisi

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di Roberto Dotti 23 Settembre 2008 | 12:45
Le performance settimanali dei Paesi emergenti hanno risentito dell’andamento negativo delle Borse mondiali e dei segnali di sfiducia legati alla situazione economica e dei mercati finanziari. Nonostante le economie risentano dell’andamento mondiale dei mercati, risultano meno correlate, e quindi più solide, che in passato.

L’analisi dei migliori e peggiori comparti inclusi nell’area azionari Paesi emergenti vede il fondo DWS Brazil con una performance negativa del -2,4%, nella settimana che va dal 10 al 17 settembre.

Il comparto, lanciato nel gennaio 2006, gestisce un patrimonio di 535,5 mln di euro e ha registrato una performance YTD negativa -33%.
Il benchmark di riferimento è il MSCI Brazil 10/40 Index.

Il comparto investe almeno il 70% in azioni, certificati azionari, obbligazioni convertibili, obbligazioni con warrant, i cui warrant siano emessi su valori mobiliari, certificati di partecipazione e di godimento nonché warrant su titoli emessi da emittenti con sede o quotazione in Brasile oppure da emittenti con sede o quotazione al di fuori del Brasile, ma il cui focus di mercato è rappresentato dal Brasile. E’previsto anche l’acquisto dei valori mobiliari emessi da tali emittenti, che siano quotati in altre borse straniere o vengano negoziati su altri mercati regolamentati, che siano riconosciuti, aperti al pubblico e che operino regolarmente in uno stato dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE). Il fondo puó inoltre investire in qualsiasi altro strumento ammesso.

Nonostante la bufera che sta investendo i mercati finanziari, i paesi emergenti e il Sud America in particolare, stanno tenendo a dispetto di quanto ci si sarebbe aspettato. Infatti solo pochi anni fa, questi Paesi sarebbero stati i primi ad affondare nel baratro nel caso di situazioni di sfiducia e recessione come quelli che stiamo vivendo, a cuasa delle loro situazioni interne. Oggi invece dimostrano una maggior flessibilità e minor dipendenza, rispetto al passato, dalle grandi economie, americana in testa.

Ad esempio l’Argentina negli ultimi anni è cresciuta a ritmi sostenuti e rispetto all’attuale crisi, il Paese non è esposto al finanziamento esterno e ha mercato immobiliare è solido che al momento gli ha evitato uno scivolone.

Anche il Brasile è in una situazione meno esposta: solo 10 anni fa , infatti, il 27% dell’export era destinato agli Usa, mentre ora è solo il 15%.

La Borsa di Santiago ha risentito della caduta delle Borse, ma in misura limitata. E poi l’economia cilena è vincolata al prezzo del rame di cui è un grande produttore e gli analisti sostengono che il rallentamento dell’economia potrebbe dipendere più da una caduta del prezzo del rame che non dalla crisi dei mutui subprime.

I MIGLIORI FONDI AZIONARI DAL 10/09 AL 17/09

Valuta fondo percentuale
EURO DWS BRAZIL -2,83%
USD JP MORGAN FUNDS EMERGING MARKETS ALPHA PLUS FUND -2,98%
USD TEMPLETON KOREA FUND -3,33%
EURO DWS LATEINAMERIKA -3,43%
EURO BRIGHT OAK GEO LATIN AMERICA -3,66%

I PEGGIORI FONDI AZIONARI DAL 10/09 AL 17/09

Valuta fondo percentuale
EURO FORTIS L FUND EQUITY TURKEY -20,75%
EURO DWS CHINA -20,52%
EURO PARVEST TURKEY -19,73%
EURO ABN AMRO CHINA EQUITY FUND -19,47%
EURO ABN AMRO RUSSIA EQUITY FUND -19,20%

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