Fondi settoriali: balzo dell'oro

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di Roberto Dotti 24 Settembre 2008 | 13:05
Se guardiamo alla storia economica recente notiamo come il prezzo dell’oro è l’indicatore che probabilmente meglio di tutti è capace di “anticipare” l’andamento futuro dell’inflazione, dei tassi di mercato e quindi dell’andamento del mercato obbligazionario. All’inizio degli anni settanta, ad esempio, quando venne meno il rapporto fisso tra dollaro e oro, il metallo giallo iniziò a salire e lo fece per tutto il decennio. Un periodo caratterizzato da inflazione elevata e tassi in salita. Per tutti gli anni ottanta e novanta il valore dell’oro è rimasto debole, per poi cominciare a salire dal 2001, quando anche inflazione e tassi hanno cominciato a salire.

L’analisi dei migliori e peggiori comparti inclusi nell’area azionari settoriali vede il fondo Sgam Fund Equities Gold Mines in vetta alla classifica nella settimana che va dal 11 al 18 settembre con una performance positiva del +16,5%.
Il comparto, lanciato nel maggio 1988, gestisce un patrimonio di 183,5 mln di dollari e ha registrato una performance YTD negativa -21% contro una performance a 3 anni del 6,3%.

Il benchmark di riferimento è il FTSE Gold & Mines Index.

Il comparto investe principalmente in società specializzate nell’industria mineraria aurifera o in azioni di miniere d’oro, situate in paesi quali l’Australia, il Nord America ed il Sud Africa, ed in altri metalli o minerali preziosi (quali l’argento o il platino), a condizione che tali investimenti non superino un terzo dell’Attivo Netto del comparto.

Nel corso dell’anno il salvataggio di Bear Sterns ha fatto lievitare il prezzo dell’oro all’alto massimo di $1.033 a metà marzo. Da allora è sceso mantenendo un livello tra i $850 e i $990.

L’oro può essere usato come protezione contro il rischio valutario, contro l’inflazione o per diversificare il proprio portafoglio. È considerato un porto sicuro perché in tempi di insicurezza economica e politica mantiene il suo valore. Motivo per cui il suo prezzo è salito quanto Bear Stearns è andata a pezzi.

Durante la prima metà dell’anno due terzi della domanda dell’oro è derivata dalla produzione di gioielli, e tale domanda è scesa del 55% durante lo stesso periodo, anche se  i prezzi sono saliti del 15% . Questo suggerisce che la domanda primaria è quella da investimento.
La domanda mondiale di gioielli, con l’India in testa, di solito sale durante la seconda metà dell’anno. Se i tassi di interesse rimangono bassi e il dollaro debole, alcuni analisti ritengono che l’oro potrebbe arrivare addirittura a $1.200 entro la fine dell’anno.

E’ comunque un circolo vizioso, infatti, l’inflazione in aumento e il sistema finanziario debole hanno messo la Fed in una posizione precaria. Le banche centrali stanno combattendo l’inflazione aumentando i tassi di interesse per diminuire l’offerta di denaro. Tuttavia per evitare un crollo del sistema finanziario, la Fed ha bisogno di tassi d’interesse bassi per mantenere liquidi i mercati. Questo denaro facile aumenta l’inflazione, lasciando alla Fed una bella gatta da pelare.

I MIGLIORI FONDI AZIONARI DAL 11/09 AL 18/09

Valuta fondo percentuale
USD SGAM FUND EQUITIES GOLD MINES 16,50%
EURO MLIIF WORLD GOLD FUND 15,85%
USD MLIIF WORLD MINING FUND 2,00%
USD SGAM FUND EQUITIES GLOBAL RESOURCES 0,68%
EURO DB PLATINUM COMMODITY EURO 0,41%

I PEGGIORI FONDI AZIONARI DAL 11/09 AL 18/09

Valuta fondo percentuale
EURO ING (L) INVEST EUROPEAN BANKING & INSURANCE -13,52%
EURO FORTIS L FUND EQUITY FINANCE EUROPE -12,50%
EURO AWF EMERGING EUROPE EQUITIES -12,26%
EURO MEDIOLANUM CHALLENGE FINANCIAL EQUITY -11,50%
EURO FIDELITY FUNDS – ASIA PACIFIC PROPERTY FUND -10,89%

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