Fondi pensione europei: nel mirino reddito fisso e sostenibilità

Il debito investment grade e il private credit sono le asset class che secondo i gestori di fondi pensione dovrebbero generare i maggiori rendimenti corretti per il rischio per quest’anno. E’ quanto emerge dall’European Pension Survey: Finding Opportunity in Uncertain Markets di Goldman Sachs Asset Management.

Nove intervistati su dieci prevedono di aumentare o mantenere le loro allocazioni in queste asset class. Per quanto riguarda in particolare il private credit, quasi sette gestori su dieci (68%) ritengono che questo segmento presenti le potenzialità per un aumento dei rendimenti senza un corrispondente incremento della volatilità, mentre due terzi degli intervistati (65%) intendono investire in questa asset class nei prossimi tre-cinque anni.

La prima edizione dell’indagine ha raccolto il parere di 126 dirigenti e manager di fondi pensione a prestazione definita (DB) con sede in Europa in merito alle opportunità e alle sfide che i fondi pensione devono affrontare, insieme alle prospettive per gli investitori istituzionali nei mercati pubblici e privati. Dai risultati emerge un cauto ottimismo per quest’anno, con il 59% degli intervistati che afferma che il contesto di investimento è migliorato.

Cash is king

Il miglioramento dei funding ratio ha subito un’accelerazione negli ultimi due anni, con il funding ratio aggregato che attualmente si attesta al 120% per l’Europa e al livello record del 134% per il Regno Unito. Di conseguenza, i gestori dei fondi pensione si stanno focalizzando maggiormente sulla gestione della liquidità e sulla riduzione del rischio.

Secondo l’indagine, i fondi pensione meglio finanziati stanno allocando una quota nettamente maggiore in liquidità e una minore in titoli azionari dei mercati sviluppati. I fondi con sede nel Regno Unito, in particolare, sono uno dei principali driver dello spostamento verso questa asset class, con tutti gli intervistati basati in questo mercato che hanno aumentato o mantenuto invariata la loro allocation. Per quanto riguarda le azioni dei mercati sviluppati, nessun intervistato del Regno Unito ha in programma di incrementare la propria allocation, mentre il 38% intende ridurla.

I rischi geopolitici sono in cima alla lista

I fondi pensione europei affermano che i rischi geopolitici rappresentano la principale problematica per i loro portafogli nel corso di quest’anno. Oltre il 70% dei fondi pensione ritiene che le tensioni geopolitiche e gli eventi di carattere politico rappresentino il rischio maggiore per i propri portafogli. Sul fronte normativo, i requisiti di disclosure previsti dalla Sustainable Finance Disclosure Regulation (58%) e gli imminenti obblighi in materia di stress-test climatici (55%) sono stati citati come gli elementi più difficili da attuare secondo gli intervistati. Nei Paesi Bassi, l’86% dei partecipanti alla survey ha menzionato il nuovo contratto pensionistico come uno degli aspetti normativi più complessi, evidenziando l’attenzione del settore pensionistico olandese per la transizione dai regimi a prestazione definita a quelli a contribuzione definita.

Focus sugli investimenti sostenibili

I risultati del sondaggio evidenziano anche la misura in cui gli investimenti sostenibili sono diventati parte integrante dei fondi pensione europei: l’87% degli intervistati lo considera un fattore fondamentale o importante del proprio processo decisionale e quasi due terzi (63%) destinano oltre il 10% del proprio portafoglio a investimenti sostenibili. Inoltre, la maggior parte degli intervistati (84%) ritiene che l’integrazione dei criteri ESG nelle decisioni di investimento possa contribuire a ridurre i rischi di lungo periodo, e più della metà afferma che questo approccio possa generare alpha.

Per quanto riguarda le allocation, l’azionario e il debito investment grade dei mercati sviluppati sono in cima alla lista delle asset class in cui gli intervistati hanno integrato strategie di investimento sostenibile.

I temi di sostenibilità a cui viene data maggiore priorità nei portafogli di investimento coprono tutto lo spettro ESG: i rischi di transizione associati al cambiamento climatico sono la priorità principale (75%), seguiti da una buona gestione della governance (61%) e dai diritti umani (49%).

Fare affidamento sulla gestione degli investimenti in outsourcing

In un contesto caratterizzato da requisiti di compliance sempre più complessi, costi crescenti e mercati contraddistinti da incertezza, l’outsourcing della gestione degli investimenti è uno strumento di grande importanza per i fondi pensione. Con sette intervistati su 10 che hanno esternalizzato alcuni o la totalità dei loro portafogli, i risultati della survey sottolineano come i fondi pensione europei a prestazione definita siano dipendenti dalla gestione in delega.

Un trend specifico dell’outsourcing riguarda l’ESG. Quando esternalizzano, i gestori di fondi pensione cercano gestori esterni che presentano forti capacità di investimento sostenibile e solide politiche di stewardship. Quattro intervistati su 10 si affidano a gestori esterni per sviluppare la loro policy di investimenti sostenibili.

Un momento cruciale per le pensioni europee

Fadi Abuali, CEO di Goldman Sachs Asset Management International, ha dichiarato: “La nostra indagine raccoglie il parere dei gestori di fondi pensione europei a prestazione definita in un momento cruciale per il settore. Molti sono ottimisti sul contesto di investimento, ma le prospettive economiche sono incerte, con tassi di interesse più alti per periodi più lunghi, percorsi di crescita divergenti a livello globale e elevati rischi geopolitici. A fronte del forte aumento dei rendimenti e del calo dell’inflazione, i gestori si stanno orientando verso il debito investment grade e il private credit. Prevediamo un continuo aumento delle allocation nel reddito fisso nei mercati pubblici e privati, dal momento che i fondi pensione riducono la loro esposizione ad asset più volatili, come le azioni, per privilegiare investimenti più stabili e in grado di generare reddito”.

Céline van Asselt, Head of Fiduciary Management, Continental Europe, ha affermato: “Ci aspettiamo un incremento dell’outsourcing nella gestione del risparmio. Oggi gli amministratori fiduciari devono far fronte a nuovi requisiti normativi, a stakeholder sempre più attivi e a crescenti rischi reputazionali. Le risorse dei fondi pensione non sono cresciute per far fronte a questa complessità. Se da un lato il contesto di investimento rimane incerto, con tassi più alti per un periodo di tempo più lungo e un rallentamento della crescita previsto nella maggior parte delle economie avanzate, dall’altro le opportunità non mancano nei mercati pubblici e privati per gli investitori che utilizzano un approccio diversificato e attento al rischio”.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nella tua Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!