Risparmio gestito – Crac Islanda, le Index ancora congelate

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di Marco Mairate 23 Ottobre 2008 | 12:30
Il default di un debito sovrano, come quello islandese, è molto particolare. In pratica non è possibile nessuna richiesta di danni, e i possessori delle obbligazioni perdono tutto nella peggiore delle ipotesi. Nel caso di un default di un bond corporate o di una banca, esistono maggiori possibilità di recuperare parte dell’investimento, grazie alla vendita di asset della compagnia fallita.

GLI ULTIMI EVENTI

Fondo Monetario Internazionale:  Dominique Strauss-Kahn, managing director del fondo, ha attivato I fondi di emergenza già utilizzati nella crisi delle Tigri Asiatiche, alla fine degli anni novanta.

Russia
: L’Islanda ha approcciato la Russia per ottenere un prestito di 5,5 miliardi di dollari. Finora nessuno accordo è stato raggiunto.

Regno Unito: Secondo le ultime indicazioni, una banca islandese sarebbe in procinto di rilevare le attività UK di un altro istituto islandese.  Straumur-Burdaras Investment Bank sarebbe vicina a rilevare le attività inglesi di Landsbanki Islands. La notizia è positiva perché evidenzia come non tutti gli istituti sono in crisi.

Euroclear:
la Corona islandese rimane congelata. L’ultima volta che fu presa una decisione simile fu presa nei confronti del baht tailandese. Dato che le riserve del paese sono inadeguate per le perdite emerse, la banca centrale islandese ha imposto restrizioni sull’utilizzo di valuta estera nel paese. Anche l’utilizzo delle carte di credito è stato limitato. Oggi gli islandesi possono comprare valuta straniera solo se dimostrano che il denaro è necessario per viaggiare; per quanto riguarda le società queste devono dimostrare che l’eventuale acquisto di valuta estere è strettamente necessario per l’acquisto di cibo, benzina e medicina.

….LA RISPOSTA DELLE COMPAGNIE

Da parte delle compagnie italiane coinvolte nella vendita di index legate all’economia islandese (Carige Vita, Ergo Previdenza, Quadrifoglio Vita, Sasa Vita, Ubi Vita) poche novità e quelle che emergono non sono confortanti.

SASA VITA: Nessuna novità per la index Metal & Oil con scadenza 28 novembre 2001. La società conferma che è sospeso il calcolo della quota in attesa di capire “le eventuali determinazioni che verranno assunte dallo Stato Islandese di concerto con il Fondo Monetario Internazionale”. (VEDI ALLEGATO)

PO VITA: Anche in questo caso il gruppo controllato da Cariparma/Credit Agricole spiega che le polizze Azione + sono a rischio e “qualora non dovessero essere prese – da parte dell’emittente o da parte delle autorità islandesi competenti – misure a sostegno dei debiti dell’emittente stesso, non si può escludere che una eventuale ripresa delle quotazioni possa evidenziare prezzi particolarmente penalizzanti rispetto ai prezzi iniziali a cui il premio è stato investito.” Diverso il caso per Azione Più 30.1.2009. “Per questa polizza, il pagamento del capitale alla scadenza (30.01.2009) è garantito direttamente da Crédit Agricole Vita”. (VEDI ALLEGATO)

UBI VITA: La società rilevata da Aviva, riporta tramite un comunicato: “Data la situazione sopra descritta, UBI Assicurazioni Vita S.p.A. si trova nella condizione di dover sospendere temporaneamente la pubblicazione delle quotazioni a partire dall’11/10/2008.  A seguito della sospensione delle quotazioni, UBI Assicurazioni Vita S.p.A. non potrà fornire le informazioni relative al valore di rimborso maturato e, di conseguenza, non potrà temporaneamente procedere al pagamento delle eventuali richieste di liquidazione del capitale o delle prestazioni ricorrenti. Si prevede comunque che i valori delle polizze possano subire consistenti riduzioni alla ripresa delle quotazioni.” (VEDI ALLEGATO)

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