Fondi comuni – Corinthian Financial Services sbarca in italia

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Avatar di Redazione 27 Ottobre 2008 | 12:15
La società inglese di servizi finanziari specializzata nel life settlement, fa il suo ingresso sul mercato italiano con Corinthian Growth Fund. Si tratta di un fondo che investe nel mercato secondario delle polizze vita (life settlement), è decorrelato all’andamento dei mercati e in un anno ha registrato una performance positiva dell’8,32%.

Corinthian Financial Services, società inglese di servizi finanziari specializzata nel life settlement, fa il suo ingresso sul mercato italiano con Corinthian Growth Fund.

Si tratta di un fondo che, studiato per quegli investitori che ricercano rendimenti stabili nel tempo, investe nell’asset class alternativa del life settlement, il mercato secondario delle polizze vita, che si caratterizza per l’assoluta decorrelazione dalle classiche variabili finanziarie, economiche e politiche, per il basso livello di rischio e per offrire rendimenti stabili e costanti nel tempo nell’ordine del 6-8% annuo.

“Siamo convinti che il life settlement, grazie alla decorrelazione dall’andamento dei mercati, si confermi una strategia alternativa vincente – ha spiegato il managing director, Gary McLelland (nella foto a destra). In periodi di elevata volatilità come quello attuale gli investitori stanno aumentando il loro livello di diversificazione, andando alla ricerca di asset class caratterizzate da bassi livelli di rischio e non correlate alle fluttuazioni dei listini”.

Il Corinthian Growth Fund (Classe Euro), dal suo lancio, avvenuto nel settembre 2007, ha chiuso il suo primo anno di vita con una performance del +8,32%.

“Il meccanismo del life settlement – ha sottolineato McLelland – si basa sull’accurata selezione e l’ acquisto di polizze vita puro rischio di cittadini americani che non hanno più desiderio o necessità di una polizza o hanno bisogno di liquidità. Vengono solo selezionate polizze che appartengono a soggetti che, per il loro stato di salute, siano in perfetta linea con la media della vita residua indicata dalle tavole attuariali statunitensi.  Inoltre esiste una garanzia statale che, in caso di default della compagnia assicuratrice (caso peraltro sinora mai verificatosi per un ramo vita) copre buona parte dell’impegno nei confronti dell’assicurato. Ciò va a rafforzare ulteriormente il sottostante del fondo, considerato che anche in questi giorni drammatici nessuna società statunitense specializzata nel settore vita ha subito azioni di default”.

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