Fondi comuni – mercati emergenti in affanno

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di Roberto Dotti 28 Ottobre 2008 | 11:45
Procede la discesa di tutti i listini mondiali e le speculazioni a scapito dei risparmiatori. I grandi gruppi finanziari, infatti, continuano a praticare il carry trade, con la conseguenza di destabilizzare ulteriormente il mercato. Lo yen, grazie ai tassi prossimi alle zero, è da tempo la valuta preferita dai carry traders, poichè viene venduto per acquistare valute e titoli come quelli australiani o islandesi.

L’analisi dei migliori e peggiori comparti inclusi nell’area azionari emergenti vede il fondo DWS Funds Bric Rainbow in vetta alla classifica nella settimana che va dal 17 al 24 ottobre con una performance negativa del -1,2%.

Il comparto, lanciato nell’agosto 2006, gestisce un patrimonio di 29,9 milioni di euro e ha registrato una performance YTD negativa -38,8%.
Il comparto investe prevalentemente in titoli a tasso fisso e/o variabile, nonché in derivati (“derivati speciali”) su un paniere costituito da quattro fondi (“fondi di riferimento”). Al fine di ottimizzare l’obiettivo d’investimento, il comparto potrà sfruttare l’opportunità di impiegare in particolare opzioni e contratti finanziari a termine. L’impiego di derivati speciali avverrà nel contesto dell’attuazione e del conseguimento della politica d’investimento, per cui la performance del comparto dipenderà dalla relativa quota di derivati (per esempio future e in particolare swap) rispetto al patrimonio complessivo del comparto.

Il rafforzamento dello yen non crea problemi solo alle grandi aziende che vivono sull’export, ma anche alla stabilità dell’intero sistema:  il G7 ha per questo proposto un aiuto per evitare un aggravarsi della situazione a causa dell’eccessiva volatilità della moneta nipponica, ma nonostante ciò la Borsa giapponese è scesa ai minimi dal 1982.

Intanto, il presidente della Banca centrale cinese, sostiene che l’economia della Cina è in buona salute, ma non deve sottovalutare le ripercussioni della crisi globale che sta colpendo gli altri mercati asiatici. Infatti la forte disoccupazione in Usa, la recessione europea e giapponese, porteranno ad una diminuzione della domanda di prodotti cinesi, che da sempre sono destinati su quei mercati.

Per stimolare la domanda interna hanno annunciato una riduzione delle imposte sui prodotti per il merato interno e la promessa di maggiori investimenti in opere pubbliche.

Ora, in vista della riunione di novembre, molti ci si aspettano che, visto il crescente peso dell’economia asiatica sullo scacchiere internazionale, vengano riviste le istituzioni finanziarie internazionali centrate sui Paesi occidentali, garantendo alle nuove economie più potere.

I MIGLIORI FONDI AZIONARI DAL 17/10 AL 24/10

Valuta fondo percentuale
EURO DWS FUNDS BRIC RAINBOW -1,24%
EURO AZ FUND 1 EMERGING MARKET ASIA -5,23%
EURO DWS BRAZIL -6,09%
EURO FIDELITY FUNDS – GREATER CHINA FUND -6,29%
EURO DWS LATEINAMERIKA -6,38%

I PEGGIORI FONDI AZIONARI DAL 17/10 AL 24/10

Valuta fondo percentuale
USD LEGG MASON CHINA EQUITY FUND -28,48%
USD TEMPLETON KOREA FUND -24,89%
USD FIDELITY FUNDS – KOREA FUND -23,96%
USD FORTIS L FUND EQUITY WORLD EMERGING -23,71%
USD FORTIS L FUND EQUITY LATIN AMERICA -22,99%

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