Risparmio gestito, il ritorno dei buoni fruttiferi

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di Redazione 4 Novembre 2008 | 12:06
Massimo Sarmi, a.d. di Poste Italiane, assicura la solidità dei prodotti postali e rilancia la più “classica” delle offerte: i buoni fruttiferi, che oggi sono anche flessibili. Ma è davvero questa la soluzione ai problemi dei risparmiatori italiani?

I numeri non è dato saperli, ma Massimo Sarmi, amministratore delegato di Poste Italiane SpA, assicura che “il risparmio postale sta andando indubbiamente bene. Abbiamo una solidità nella tipologia di offerta di prodotti, ogni euro sui conti postale – continua Sarmi – è investito in titoli di Stato. Un valore che ci ha permesso di stare tranquilli in questi gironi”.

E l’a.d. di Poste Italiane, che ha ricevuto questa mattina il premio “WelcomeAward 2008”, nella categoria “Innovazione”, per le idee, i progetti e i prodotti dedicati all’integrazione bancaria dei migranti, sottolinea anche l’efficacia dei buoni fruttiferi. “Sono conosciuti come prodotti sicuri – ha affermato Sarmi – che hanno anche la caratteristica della flessibilità”.
Ma davvero la soluzione alla crisi, per i risparmiatori, è tornare ai vecchi buoni fruttiferi postali e ai vecchi bot? Stiamo assistendo alla rinascita dei bot-people e alla fine del risparmio gestito come lo abbiamo conosciuto in questi anni?

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