Fondi comuni – America illusionista

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di Roberto Dotti 7 Novembre 2008 | 13:30
Non ci si sorprende più di nulla. Il Piano Paulson da 700 miliardi di dollari non sarà destinato solo al capitale di banche e assicurazioni, ma anche a compagnie finanziarie inclusi gli assicuratori sulle emissioni obbligazionarie e su quelle particolari divisioni creditizie di società industriali. Ed è probabile che con l’estendersi della crisi la somma richiesta possa aumentare.

L’analisi dei migliori e peggiori comparti inclusi nell’area azionari America vede il fondo BlackRock Global Funds – US Small Cap Value Fund in vetta alla classifica nella settimana che va dal 29 ottobre al 05 novembre con una performance positiva del +11,7%.

Il comparto, lanciato nel gennaio 1998, gestisce un patrimonio di 59,6 milioni di euro e ha registrato una performance YTD negativa -27,8% contro una performance a 3 anni del -13,3%. Il benchmark di riferimento è il Russell 2000 Index.

Il comparto investe almeno il 70% del patrimonio netto totale in azioni di società a bassa capitalizzazione con sede o che svolgono la loro attività economica prevalentemente negli Stati Uniti. Si considerano a bassa capitalizzazione le società la cui capitalizzazione di mercato è simile a quella delle società incluse nell’indice Russell 2000 o nell’indice S&P SmallCap 600 al momento dell’investimento iniziale del comparto. Il comparto privilegia in particolare le società che il Consulente per gli Investimenti ritiene sottovalutate.

Sarebbe auspicabile che la voce e le idee dell’economista LaRouche venissero accolte da un maggior numero di persone, sopratutto da parte di quelli con poteri decisionali e direttivi, che nonostante tutto continauno a sostenere ed ad alimentare un malato terminale come l’attuale sistema creditizio. Quello di LaRouche è anche il primo movimento politico americano che ha il coraggio di presentarsi alla popolazione con proposte diverse da quelle di chi la crisi ha contribuito a crearla. In sostanza hanno presentato la proposta di una nuova Bretton Woods, questo ormai da un decennio fa, che prevede di cancellare i titoli senza valore, mantenendo le funzioni delle banche legittime come risparmi, conti correnti, finanziamenti all’economia reale.

E’ poi recente un rapporto sull’impatto che le carte di credito hanno su finanza ed economia americana.

Infatti fin dagli anni ’90 la domanda Usa è stata alimentata da un utilizza massiccio delle carte di credito. Il ricorso al debito è infatti tipico negli Usa e sono molto diffuse quelle carte che prevedono il rientro del credito molto diluito nel tempo, pagando tassi di interesse altissimi, intorno al 19%. Così come l’emissione dei mutui, anche le carte di credito vengono date a chiunque, compresi soggetti non affidabili. Quindi succede che molti non siano in grado di pagare i debiti e per questo aprono un’altra carta di credito.  Il vero problema è che le società emittenti guadagnano molto di più sui soggetti insolventi.

I MIGLIORI FONDI AZIONARI DAL 29/10 AL 05/11

Valuta fondo percentuale
USD MLIIF US SMALL CAP VALUE FUND 11,71%
EURO MEDIOLANUM TOP MANAGERS US ALPHA FUND 11,01%
USD INVESCO US GROWTH EQUITY FUND 10,47%
USD MS US SMALL CAP GROWTH FUND 10,39%
EURO MLIIF US FOCUSED VALUE FUND 10,32%

I PEGGIORI FONDI AZIONARI DAL 29/10 AL 05/11

Valuta fondo percentuale
EURO AMEX US DYNAMIC EQUITIES -3,97%
USD SISF US LARGE CAP -1,66%
EURO SISF US LARGE CAP EUR HEDGED -1,63%
USD SISF US LARGE CAP ALPHA -1,16%
EURO SISF US LARGE CAP EUR -0,61%

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