Fondi comuni – recupera la Cina e sprofonda la Russia

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di Roberto Dotti 18 Novembre 2008 | 13:15
Nonostante i salvataggi messi in atto e i programmi del G20 per salvare le istituzioni finanziarie, la Hsbc ha annunciato tagli al personale di 450 unità, da aggiungere ai 1100 di settembre, e anche Citigroup ha ridotto la forza lavoro del 15%.

L’analisi dei migliori e peggiori comparti inclusi nell’area azionari emergenti vede il fondo Dws China in vetta alla classifica nella settimana che va dal 07 al 14 novembre con una performance positiva del +2,4%.

Il comparto, lanciato nell’aprile 2004, gestisce un patrimonio di 302 milioni di euro e ha registrato una performance YTD negativa -60,1% contro una performance a 3 anni del -4,3%. Il benchmark di riferimento è il MSCI China 10/40 Index.

Obiettivo della politica d’investimento è la partecipazione alle opportunità offerte da un paese dalle ottime prospettive di espansione come la Cina (incluso Hong Kong) e il conseguimento di un rendimento il più possibile elevato in euro. Il patrimonio del Fondo verrà investito prevalentemente in azioni, certificati azionari, obbligazioni convertibili, obbligazioni con warrant su titoli, certificati di partecipazione e azioni di godimento nonché warrant su titoli emessi da emittenti con sede legale in Cina o quotati in una borsa cinese. Possono inoltre essere acquistati titoli emessi da questi emittenti e che vengono quotati in altre borse estere o negoziati su altri mercati regolamentati, che siano riconosciuti, aperti al pubblico e che operino regolarmente, in uno stato membro dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE). Il Fondo puó inoltre investire in qualsiasi altro strumento ammesso.

Anche i prezzi del petrolio, intorno ai 55 dollari al barile, risentono delle contrazioni dell’economia mondiale con una diminuzione generalizzata della domanda. Le Borse dell’area Asia-Pacifico hanno perso nell’ulitmo anno il 58%.

Dalla riunione del G20 a Washington nello scorso fine settimana è emerso come il premier inglese voglia proteggere gli interessi di Londra, mentre il presidente francese, più saggiamente, suggerisce di smantellare i paradisi fiscali e regolamentare i derivati e gli enti di rating.

Eppure nonostante tutti sembrino d’accordo sulla necessità di stimolare il commercio e la domanda interna intervenendo sui bilanci e pianificando grandi investimenti strutturali non si sta mettendo seriamente mano al cambiamento del sistema e questo potrebbe avere conseguenze inimmaginabili.
E così alcuni analisti suggeriscono di porre delle priorità nell’agenda dei “leader” mondiali per risolvere le vere ragioni della crisi, come per esempio rianimare il mercato immobiliare.

Il problema risiede infatti inun eccesso di offerta di abitazioni e quindi bisognerebbe stimolare la domanda di abitazioni.

I MIGLIORI FONDI AZIONARI DAL 07/11 AL 14/11

Valuta fondo percentuale
EURO DWS CHINA 2,44%
EURO INVESCO NIPPON SMALL/MID CAP EQUITY FUND 1,94%
EURO DWS LATEINAMERIKA 1,49%
USD JP MORGAN FUNDS JF CHINA FUND 1,13%
GBP INVESCO UK EQUITY FUND 0,95%

I PEGGIORI FONDI AZIONARI DAL 07/11 AL 14/11

Valuta fondo percentuale
EURO CS EQUITY FUND (LUX) RUSSIA EXPLORER -21,35%
EURO PARVEST EMERGING MARKETS EUROPE -17,94%
EURO CS EQUITY FUND (LUX) EASTERN EUROPE -17,06%
EURO SGAM FUND EQUITIES EASTERN EUROPE -16,19%
EURO FORTIS L FUND EQUITY EUROPE EMERGING -15,00%

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