Fondi comuni – salva banche, ammazza economia

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di Roberto Dotti 19 Novembre 2008 | 13:15
I Paesi emergenti esportatori di materie prime speravano negli alti prezzi delle commodity per rafforzare i bilanci statali, ma il credit crunch e la diminuzione della domanda finale da parte delle maggiori economie mondiali ha ridotto notevolmente i prezzi.

L’analisi dei migliori e peggiori comparti inclusi nell’area azionari settoriali vede il fondo Generali A.M – Global Life Science in vetta alla classifica nella settimana che va dal 10 al 17 novembre con una performance del -0,14%.

Il comparto, lanciato nel marzo 2004, gestisce un patrimonio di 30 milioni di euro e ha registrato una performance YTD negativa -8% contro una performance a 3 anni del -6,9%.

Il benchmark di riferimento è il  FTSE Global Pharma Index.
Il Comparto Global Life Science investe su scala mondiale in titoli azionari interamente liberati di società “Life Science” che beneficiano del secolare trend di invecchiamento della popolazione, del crescente bisogno di combattere le malattie croniche e dei nuovi bisogni medici, per la maggior parte quotate nelle borse dei Paesi europei membri dell’OCSE (che si qualificano come Mercati Regolamentati).

Principalmente si focalizza su società di Tecnologia Farmaceutica, Biotecnica e Medica, ma investe anche in entità ampiamente impegnate nella ricerca, produzione e commercializzazione di prodotti e servizi dell’industria Sanitaria. Può investire anche, su base accessoria, in strumenti obbligazionari legati a titoli azionari quali, ma non solo, obbligazioni convertibili, in azioni ordinarie, azioni privilegiate, e warrants su valori mobiliari.

Basti pensare che in poco più di tre mesi l’indice Crb delle commodities si è quasi dimezzato. Ed emblematico è il caso del dollaro australiano che in poco tempo ha perso il 34% rispetto al dollaro a causa della brusca frenata dei consumi e dei prezzi della materie prime: l’Australia è infatti uno dei principali esportatori carbone, ferro, lana, frumento, cotone, nickel, zinco e molto altro.

Il settore bancario è ancora in crisi tanto che Citygroup ha deciso di voler tagliare fino a 53 mila posti di lavoro in tutto il mondo. Lo stesso farà JP Morgan con circa il 10% della forza lavoro.

I mercati continuano ad essere caratterizzati da incertezza e sfiducia. Infatti nonostante le ingenti somme di denaro immesse nei mercati mondiali per ristabilire un pò di equilibrio ciò che percepiscono gli investitori è l’idea che chi ha sbagliato non paga e quindi i governi fanno venir meno il principio della responsabilità, secondo cui le imprese mal gestite devono fallire.

E non va dimenticato che tutte queste operazioni di salvataggi segnano i bilanci statali in modo significativo e ciò si traduce in minori investimenti e riforme della società.
In sostanza la politica salva-banche è sinonimo di maggiori tasse per i contribuenti e rallentamento per la ripresa dell’economia.
Grazie, geni della finanza!

I MIGLIORI FONDI AZIONARI DAL 11/10 AL 17/11

Valuta fondo percentuale
EURO GENERALI A.M. – GLOBAL LIFE SCIENCE -0,14%
EURO FORTIS L FUND EQUITY UTILITIES WORLD -0,59%
EURO NAS WORLD UTILITIES EQUITY -1,02%
EURO MEDIOLANUM CHALLENGE HEALTH CARE EQUITY -1,09%
EURO EURIZON EF EQUITY UTILITIES -1,66%

I PEGGIORI FONDI AZIONARI DAL 11/10 AL 17/11

Valuta fondo percentuale
EURO AWF EMERGING EUROPE EQUITIES -21,10%
USD MLIIF WORLD MINING FUND -17,67%
EURO ING (L) INVEST EUROPEAN BANKING & INSURANCE -16,34%
EURO CS EQUITY FUND (LUX) GLOBAL RESOURCES -15,97%
EURO FORTIS L FUND EQUITY FI
NANCE EUROPE
-15,66%

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