Fondi comuni – tutti giù per terra

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di Roberto Dotti 21 Novembre 2008 | 13:00
I ribassi delle borse e i numerosi riscatti degli investitori spaventati dall’andamento dell’economia hanno portato il settore dei fondi speculativi a registrare un’ulteriore performance negativa del 9% con un calo a quota 1.560 miliardi di dollari amministrati, il minimo da due anni.

L’analisi dei migliori e peggiori comparti inclusi nell’area azionari America vede il fondo MS American Franchise Fund in vetta alla classifica nella settimana che va dal 12 al 19 novembre con una performance negativa del -1,6%.

Il comparto, lanciato nel dicembre 2005, gestisce un patrimonio di 257,8 milioni di euro e ha registrato una performance YTD negativa -23,4%. Il benchmark di riferimento è il Russell 1000 Growth Index.

L’obiettivo di investimento dell’American Franchise Fund è l’aumento a lungo termine del valore del capitale, denominato in Dollari USA, mediante investimenti principalmente in titoli azionari di società che hanno sede o che esercitano la maggior parte della propria attività economica negli Stati Uniti.
Il comparto investe sfruttando un’analisi quantitativa ottenuta utilizzando uno strumento interno di analisi per identificare i titoli che possono sovraperformare la media di mercato poiché in possesso di solidi dati fondamentali. Il comparto offre una opportunità reale di crescita, indipendente da scelte o limiti di allocazione per settore o per stile.

Il prezzo del petrolio ha perso un ulteriore 7% scendendo sotto i 50 dollari al barile, prezzi che non si vedevano ormai da molto tempo. Ma se da una parte queste quotazioni danno un pò di fiato alla arrancante economia mondiale, dall’altra non bisogna esultare poichè tale discesa è proprio frutto di una forte riduzione della domanda e degli investimenti.

Il settore auto risulta essere uno dei più colpiti dall’attuale crisi: gli ex colossi americani di Detroit hanno richiesto 50 miliardi di dollari al Congresso e ciò non piace assolutamente al contribuente americano. Molte le voci contrarie: anche se ciò comporterebbe la perdita di molti posti di lavoro non ritengono corretto salvare chi fino ad ora ha approfitto della situazione.

Anche in Europa i costruttori chiedono aiuto: ci sarebbe in arrivo un pacchetto di 40 miliardi di euro veicolato, però, alla realizzazione di “modelli verdi”.
E lo stesso succede in Cina, dove i costruttori locali chiedono aiuti al governo centrale.

Tutto ciò è molto pericoloso sia per il consumatore finale che per il sistema: infatti si rischierebbe di non far entrare sul mercato concorrenti puù efficienti e con prodotti migliori. Il problema degli aiuti è che si rischia di creare un forte protezionismo, cioè quello che a trasformato la crisi del 1929 in Depressione.

In sostanza si preferisce salvare i posti di lavoro piuttosto che garantire i servizi o prodotti migliori.

I MIGLIORI FONDI AZIONARI DAL 12/11 AL 19/11

Valuta fondo percentuale
USD MS AMERICAN FRANCHISE FUND -1,63%
EURO MLIIF US FLEXIBLE EQUITY FUND -2,28%
EURO JP MORGAN FUNDS US 130/30 FUND -2,33%
EURO JP MORGAN INVESTMENT FUNDS US EQUITY FUND -2,39%
USD JP MORGAN FUNDS AMERICA LARGE CAP FUND -2,45%

I PEGGIORI FONDI AZIONARI DAL 12/11 AL 19/11

Valuta fondo percentuale
USD MS US PROPERTY FUND -14,70%
USD SGAM FUND EQUITIES US SMALL CAP VALUE -12,29%
EURO GLOBERSEL USA -11,24%
USD PARVEST US VALUE -9,74%
USD LEGG MASON US LARGE CAP GROWTH FUND -9,68%

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