Fondi comuni – la Cina risente della crisi

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di Roberto Dotti 1 Dicembre 2008 | 13:45
Il 21 ottobre scorso si è tenuto a Teheran un incontro tra i tre principali produttori di gas del mondo: Russia, Iran e Qatar. Lo scopo era quello di mettere le basi per istituire un’organizzazione simile all’Opec anche per il metano.

L’analisi dei migliori e peggiori comparti inclusi nell’area azionari emergenti vede il fondo Templeton Eastern Europe Fund in vetta alla classifica nella settimana che va dal 20 al 27 novembre con una performance positiva del +7,5%.

Il comparto, lanciato nel dicembre 2000, gestisce un patrimonio di 619,6 milioni di euro e ha registrato una performance YTD negativa -62,9% contro una performance a 3 anni del 20%. Il benchmark di riferimento è il MSCI EM Europe Index.

Il comparto investe principalmente in titoli di capitale quotati di emittenti soggetti alle normative, o che svolgono la loro principale attività nei paesi dell’Europa orientale così come nei nuovi Stati Indipendenti, cioè i paesi in Europa o in Asia che erano una volta parte, o sotto l’influenza dell’Unione Sovietica (di seguito “la Regione”). Il comparto può anche investire in titoli emessi dai governi dei sopra menzionati Paesi e in certificati di privatizzazione di società che hanno sede, o la cui principale attività si svolge nella Regione.

L’Europa Orientale comprende i seguenti Paesi: Albania, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Grecia, Ungheria, Repubblica di Macedonia, Malta, Montenegro, Polonia, Romania, Russia, Serbia, Repubblica Slovacca, Slovenia e Turchia. I Nuovi Stati Indipendenti, che erano una volta parte dell’Unione Sovietica, a parte la Russia sono: Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Estonia, Georgia, Kazakistan, Kirgizistan, Lettonia, Lituania, Moldavia, Tagikistan, Turkmenistan, Ucraina e Uzbekistan.

Il gestore prevede che il comparto investirà principalmente in società che se quotate, hanno il loro principale mercato azionario nella Regione; o conseguono almeno il 50% dei loro profitti o utili da beni prodotti o venduti, investimenti fatti o servizi prestati, nella regione o che hanno almeno il 50% del loro patrimonio nella regione. Il comparto investirà principalmente in titoli di capitale pubblicamente negoziati. Preferenza sarà accordata ai Paesi con mercati azionari affidabili dove sono permessi investimenti stranieri ed esistono appropriati sistemi di custodia.

La Gazprom ha chiuso il primo trimestre di quest’anno con un utile cresciuto del +30% grazie al rialzo del prezzo del gas. Ma il crollo delle borse e il conseguente calo del petrolio hanno prodotto un buco anche nel bilancio del colosso dell’energia russo che ha perso il 30% del valore rispetto all’inizio dell’anno.Anche per evitare questi scossoni e per evitare la crisi Gazprom ha pensato di unirsi ad altri grandi produttori con lo scopo di controllare il mercato e i prezzi, risollevando in questo modo l’utile.

La Cina sta risentendo della crisi dei consumi che ha investito i suoi principali mercati, America ed Europa, tanto che nel 2009 si prevede il fallimento di molte ditte e un netto calo della produzione. Il tutto si tradurrà poi in un aumento della disoccupazione: circa 6 milioni di neolaureati sono in cerca di lavoro e 120 milioni di lavoratori migranti potrebbero perdere il posto. La Banca centrale ha tagliato i tassi si interesse per stimolare la produzione.

I MIGLIORI FONDI AZIONARI DAL 20/11 AL 27/11

Valuta fondo percentuale
EURO TEMPLETON EASTERN EUROPE FUND 7,46%
USD TEMPLETON BRIC FUND 7,34%
USD TEMPLETON KOREA FUND 6,87%
EURO SMIF AMERICA INDEX PLUS EUR 6,50%
EURO SMIF AMERICA INDEX PLUS HEDGED EUR 6,40%

I PEGGIORI FONDI AZIONARI DAL 20/11 AL 27/11

Valuta fondo percentuale
EURO EURIZON EF EQUITY LATIN AMERICA -5,59%
EURO BRIGHT OAK GEO EASTERN EUROPE, AFRICA & MIDDLE EAST -5,40%
EURO DWS INVEST BRAZILIAN EQUITIES -4,47%
EURO MEDIOLANUM TOP MANAGERS EMERGING MARKETS ALPHA -4,46%
EURO EURIZON EF EQUITY EMERGING MARKETS ASIA -4,42%

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