Zangana (Schroders): “Il referendum italiano può turbare i mercati”

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di Andrea Telara 18 Novembre 2016 | 07:45
Secondo il senior european economist di Schroders, la consultazione sulla riforma costituzionale del 4 dicembre avrà un impatto elevato sull’andamento dei listini.

DIPENDENTI DALLE URNE – Il referendum costituzionale italiano, le elezioni in Olanda, Francia, Austria e Germania:ecco una lunga sfilza di appuntamenti politici che possono turbare l’andamento delle borse, soprattutto in Europa ma anche negli altri continenti. La pensa così Azad Zangana, senior european, economist & strategist della casa di gestione londinese Schroders (nella foto a destra), che ieri ha esposto il suo pensiero all’edizione 2016 dell’International Media Conference organizzata dalla sua società a Londra (e che si concluderà nel pomeriggio di oggi). Durante il suo intervento, Zangana ha elencato una serie di avvenimenti geopolitici che avranno o che possono avere effetto sulle performance dei mercati finanziari. Tra questi c’è appunto il referendum italiano “che in caso di vittoria dei no alla riforma costituzionale”, ricorda l’economista a strategist di Schroders, “porterà probabilmente alle dimissioni del premier italiano Matteo Renzi”. A questo scenario, Zangana assegna un probabilità media, mentre viene considerato alto l’impatto che l’affermazione del no avrebbe sui mercati finanziari, con un conseguente periodo di instabilità politica nel nostro paese.

NON SOLO REFERENDUM – L’appuntamento referendario italiano non è però l’unica variabile capace di turbare i mercati nei prossimi mesi. Zangana ha infatti stilato una lista degli eventi geo-politici più significativi che gli investitori non possono ignorare. A marzo ci sono per esempio le elezioni in Olanda dove potrebbe affermarsi il partito nazionalista Freedom Party che sollecita un referendum per l’uscita del paese dall’Unione Europea. A questo scenario gli esperti di Schroders assegnano una probabilità alta anche se considerano di medio livello il suo impatto sui mercati. Poi, ad aprile, ci sono le elezioni presidenziali francesi. In caso di vittoria della destra antieuropeista del Front National guidata da Marine Le Pen (anche se gli esperti di Schroders la considerano poco probabile), gli effetti sui mercati sarebbero estremamente alti. Infine, a ottobre 2017 ci sono pure le elezioni legislative pure in Germania. C’è il rischio (che ad affermarsi sia la destra di Alternative für Deutschland, intenzionata a portare il paese fuori dall’euro anche in questo caso il livello di probabilità è considerato basso) . Un tale scenario, se mai si avverasse, per Zangana avrebbe effetti enormi sui mercati visto che coinciderebbe con la fine dell’Eurozona.

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