Capital Group: portafogli a prova della politica populista europea

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Nell’ambito del passaggio al localismo, nei prossimi anni potremmo registrare un aumento del protezionismo e della regolamentazione, spiega il gestore Nicholas J. Grace.

Chiara Merico di Chiara Merico30 novembre 2016 | 09:40

ALLARME POPULISMO – In qualità di investitore orientato alla ricerca di modelli di cambiamento strutturale nel lungo periodo, abbiamo valutato le potenziali conseguenze dell’investimento in un mondo in cui il populismo politico sembra prendere sempre più piede, spiega Nicholas J. Grace, gestore di portafoglio del Capital Group New World Fund (LUX). Nell’ambito del passaggio al localismo, nei prossimi anni potremmo registrare un aumento del protezionismo e della regolamentazione. Nella speranza di ottenere l’appoggio di coloro che si sentono trascurati dopo anni di globalizzazione, i politici stanno alimentando il malcontento nei confronti dell’immigrazione e della politica commerciale. Negli USA, il nuovo presidente repubblicano Donald Trump ha toccato i tasti giusti su diverse questioni legate al protezionismo, soprattutto occupazione nel settore manifatturiero e politica commerciale, cavalcando i malumori della classe operaia.

L’AVANZATA DELLE DESTRE – La tornata elettorale in programma in Europa potrebbe favorire i partiti di destra e i nazionalisti. I politici di Germania, Francia e Italia devono far fronte a una situazione difficile, segnata dalla debolezza della crescita economica, all’aumento delle passività previdenziali e dai costi alle stelle per l’assistenza sanitaria. Di recente, il partito della cancelliera tedesca Angela Merkel ha subito un duro colpo nelle elezioni regionali a seguito dell’incremento dei consensi di un partito anti-immigrazione. In Austria, un partito di estrema destra potrebbe vincere le elezioni presidenziali programmate per dicembre. E prima della fine dell’anno, gli italiani voteranno una modifica costituzionale che potrebbe portare alla formazione di un nuovo governo e alla nomina di un nuovo presidente del consiglio. In questo contesto, stiamo esaminando attentamente i possibili scenari e valutando le società che potrebbero beneficiare – o essere svantaggiate – da un aumento del populismo politico. Di frequente, le case farmaceutiche rappresentano un facile bersaglio. I politici criticano pubblicamente i prezzi dei farmaci, generando un clima di incertezza rispetto al contesto normativo e andando a incidere negativamente sulle quotazioni azionarie delle case farmaceutiche. Con la diffusione del diabete in tutto il mondo, i produttori alimentari potrebbero essere soggetti a una più stretta vigilanza, prosegue Grace.

OCCHI PUNTATI SUL CARICO FISCALE – Il carico fiscale delle multinazionali è un’altra area che tengo sotto osservazione. Le autorità fiscali europee stanno spingendo l’acceleratore in maniera aggressiva sulla riscossione delle imposte da diverse società operanti negli Stati membri dell’Unione Europea, con Apple, Starbucks e una divisione di Fiat Chrysler Automobiles che figurano tra gli obiettivi più recenti. Anche Amazon e la capogruppo di Google Alphabet sono sotto indagine, stando a quanto reso noto. In futuro, a seconda del livello di controllo regolamentare, ciò potrebbe pesare sugli utili di alcune società. D’altra parte, ritengo che il settore bancario e quello dell’acciaio, dopo le deludenti performance degli ultimi periodi, potrebbero beneficiare di eventuali cambiamenti di politica. Potrebbe valer la pena prendere in considerazione alcuni investimenti nelle società dell’acciaio, soprattutto se i leader politici decideranno di aumentare la spesa fiscale per incentivare la crescita. Anche le misure protezionistiche dovrebbero favorire i produttori dell’acciaio. E ancora, le esportazioni cinesi di acciaio sono state affossate dalle tariffe anti-dumping imposte negli USA e in Europa. Le banche europee potrebbero invece trarre vantaggio da una revoca delle politiche dei tassi di interesse negativi, senza contare che finora hanno sottoperformato le controparti statunitensi e sono state negoziate a valutazioni più convenienti, conclude il gestore.


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