Rouigueb (Caceis): “Le opportunità del securities lending”

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di Andrea Telara 24 Gennaio 2017 | 11:14
La manager della società di asset servicing del Gruppo Crédit Agricole spiega come il prestito dei titoli può dare sprint alle performance di un fondo d’investimento.

Ottenere maggiori performance prestando a terzi i titoli o gli asset presenti nel portafoglio di un fondo d’investimento. E’ l’opportunità che hanno molti gestori attraverso il securities lending, un’attività che nell’industria del risparmio gestito italiano è ancora limitata ma ha notevoli prospettive di crescita. Ne parla a Bluerating Donia Rouigueb (nella foto)DoniaRouigueb, securities lending & collateral management – client solutions di Caceis (società  di asset servicing del Gruppo Crédit Agricole).

Che cosa si intende per Securities Lending ?

Il Securities Lending, più comunemente noto come prestito titoli, consiste nel prestito temporaneo di un asset a fronte della ricezione di un collaterale a titolo di garanzia per tutta la durata del prestito. Per il collaterale viene calcolato un mark-to-market su base giornaliera, con il meccanismo del margin call, che scatta nel momento in cui il suo valore non riesca a coprire il valore del prestito. I titoli che possono essere oggetto dell’attività di securities lending possono essere obbligazioni (corporate o convertibili), azioni ed Etf. Colui che presta i titoli (lender ndr) può essere un fondo comune di investimento, una società, un fondo pensione o un investitore istituzionale e, per questa attività, ottiene una commissione calcolata sul valore nozionale del prestito. Colui che prende a prestito i titoli (borrower ndr) invece, può essere un prime broker, una banca o un market maker. L’attività di securities lending non ha impatto sulla gestione del portafoglio: il borrower si impegna contrattualmente a restituire i titoli in qualsiasi momento in cui il lender vuole recuperarli.

Il securities lending è un modo per produrre rendimenti aggiuntivi che non pregiudica la disponibilità degli asset e con un rischio molto limitato grazie alla presenza del collaterale.

Tuttavia, questa attività in passato ha sempre sofferto della reputazione di incoraggiare la speculazione attraverso l’attività dello short-selling. Al di là del fatto che questo non è mai stato provato e considerando che i mercati beneficiano della liquidità che si crea attraverso il prestito dei titoli, le autorità hanno compiuto sforzi notevoli a livello globale per definire un quadro regolamentare chiaro per ogni tipo di attore (per esempio Esma per i fondi Ucits, Solvency II per gli investitori istituzionali).

Il mercato del prestito titoli ha quindi subito una riforma negli ultimi anni, rendendolo più trasparente e regolamentato fin dai tempi pre-crisi. Per i nuovi partecipanti, il prestito titoli è un nuovo modo per generare rendimenti a basso rischio. Ciò non significa che ogni detentore di asset sia intenzionato ad aderire a questo servizio, ma c’è sicuramente maggiore interesse verso questa attività.

In che misura?

La performance aggiuntiva data dal securities lending dipende da diversi fattori: la composizione del portafoglio e i limiti fissati dai lender, come specifici buffer o blacklist di specifici

Solitamente si presta tra il 10 e il 15% dei titoli detenuti, incrementando il Nav globale del portafoglio dai 3 agli 11 basis points netti. Alcuni specifici portafogli invece riescono ad aggiungere alla performance anche 30 basis points. A differenza di quanto accadeva in passato, le linee guida dell’Esma per i fondi Ucits stabiliscono chiaramente che i profitti derivanti dall’attività di securities lending siano attribuiti al fondo. Gli altri soggetti, come la Manco e l’Agent lender sono retribuiti per i servizi da essi rispettivamente offerti, ovvero il controllo del rischio e i servizi legati al prestito. In ogni caso, la maggior parte dei profitti derivanti da questa attività resta al fondo.

Può fornire qualche dato su queste attività a livello globale?

Secondo l’ultimo rapporto di Isla Global Securities Lending Aggregate pubblicato da International Securities Lending Association, al 31 giugno 2016 l’ammontare dei titoli a prestito era pari a 1,9 trilioni di dollari, pari a una crescita del 4% rispetto al 31 dicembre 2015. In particolare, a crescere nella prima parte dell’anno è stato il valore delle azioni oggetto di prestito, considerata la forte richiesta proveniente da Asia e Nord America. Il valore invece dei bond governativi a prestito è diminuito per il secondo periodo consecutivo. A livello europeo, invece, Isla fa notare come Brexit non abbia assolutamente impattato sull’attività di securities lending. Anzi, subito dopo il voto, il prestito di azioni europee è tornato in testa. Probabilmente, con la volatilità dei mercati dopo l’annuncio, i mercati avranno avuto bisogno di liquidità. Sempre secondo questo rapporto, i fondi comuni e i fondi pensione continuano a fare la parte del leone nel mercato del securities lending, con una quota pari al 44% e una massa di titoli disponibili al prestito pari a 14 trilioni di dollari.

Quali prospettive ci sono in Italia per questo tipo di attività, sia nel mondo del fondi comuni che in quello dei fondi pensione?

Fino a qualche tempo fa, anche in Italia, l’attività di securities lending era percepita come una pratica in grado di incoraggiare le transazioni speculative. La crisi dei mercati finanziari ha introdotto cambiamenti all’interno dell’industria. Prima della crisi, non c’era un quadro regolamentare chiaro; a quel punto, il securities lending è stato associato allo short selling e, improvvisamente, i gestori e gli investitori hanno iniziato a preoccuparsi su come gli asset venivano utilizzati dai lender, ritirando così la liquidità dal mercato. I lending agents e le società di asset servicing che proponevano programmi di securities lending hanno quindi iniziato a lavorare per far fronte a queste preoccupazioni, creando programmi su misura che fossero il più possibile trasparenti, sia per quel che riguarda le procedure sia per la reportistica da produrre. Oggi il securities lending è percepito in modo diverso poiché le autorità hanno definito un quadro chiaro e sicuro. In tal senso, basti considerare che in Italia la Covip, l’autorità di vigilanza sui Fondi Pensione, già dallo scorso anno ha ribadito come gli schemi pensionistici possano effettuare questo tipo di operazioni al fine di rendere più efficiente la gestione dei loro portafogli.

Il securities lending diventerà una parte sempre piu’ integrante della performance del portafoglio. I clienti finali stanno iniziando ad apprezzare l’extra rendimento offerto da questa attività e riconoscono che i regolamenti attuali forniscono loro sia le direttive da seguire sia le opportunità da cogliere.

Inoltre, i clienti finali oggi vogliono avere un maggiore controllo sull’attività di securities lending, giocando sempre di più un ruolo attivo nella gestione di questa attività.

Per le società di asset servicing come Caceis, la mission oggi è quella di spiegare ai potenziali clienti i benefici del securities lending, aiutandoli a navigare tra le varie leggi, regolamenti, strategie e dinamiche di mercato.

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