Il Nobel Spence: “Usa, Europa e Cina, cosa porterà il 2017”

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Chiara Merico di Chiara Merico 1 Febbraio 2017 | 08:36
Alla Gam Insight Conference il premio Nobel per l’Economia nel 2001 ha analizzato la situazione dell’economia globale, sottolineando la crescita delle disuguaglianze.

UN ANNO DI GRANDI SORPRESE – Il 2016 è stato un anno di grandi sorprese e il 2017 sembra prometterne altrettante. Delle chiavi di lettura più efficaci per leggere l’attuale contesto economico si è discusso all’edizione 2017 della GAM Insight Conference: Rethink Current Thinking: obiettivo della conferenza è fornire ai consulenti finanziari e ai banker gli strumenti necessari per ripensare i portafogli dei clienti, dando originali chiavi di lettura del contesto economico anche grazie all’intervento del prof. Michael Spence (nella foto), premio Nobel per l’Economia nel 2001.spenceok

UN PERIODO DIFFICILE – Nella sua relazione, Spence ha analizzato lo stato attuale dell’economia globale, caratterizzata da elevato debito, disuguaglianze, disoccupazione, rivoluzione digitale, pressione verso il basso della classe media. Ci troviamo a un punto di svolta, e il ventaglio degli esiti possibili di questa possibile inversione è molto ampio, l’economia americana può accelerare E i tassi di interesse nominali salire forzando la mano alla Federal Reserve. “Assistiamo a una crescita delle disuguaglianze e a un calo delle opportunità“, ha dichiarato l’economista, secondo cui “negli Usa esiste un problema legato alla redistribuzione del reddito, mentre in Europa la questione principale riguarda la crescita. Se in Europa permane una situazione di bassa crescita e alti tassi di disoccupazione, senza miglioramenti visibili, si apre la strada a un periodo di turbolenza politica”.  Il professor Spence vede a rischio la coesione dell’Unione Europea se dovesse tardare un cambio di passo nelle dinamiche di crescita e di governance della stessa Ue. Sul fronte statunitense, Spence ha bocciato il Muslim Ban, il decreto con cui Trump ha vietato l’ingresso negli Usa ai cittadini di sette Paesi islamici, e tuttavia ha riconosciuto che il presidente ha saputo leggere le dinamiche sociali della classe media e sta cercando di soddisfare quanto promesso in campagna elettorale. “Dobbiamo prenderci tempo per aspettare. L’economia sta mutando velocemente e bisogna gestire la transizione, il capitale umano deve adattarsi ai cambiamenti della struttura economica e del mercato del lavoro e ci vuole tempo”. Per Spence “Trump sta prendendo decisioni veramente anticonvenzionali per la business community, e quello che sta dicendo in sostanza è che deve cambiare la cultura del settore finanziario, in cui si è sempre  data priorità agli azionisti e al management e meno ai lavoratori per evitare ritorsioni dei mercati”.
Per quanto riguarda la Cina, il professore ha rimarcato il rallentamento della crescita, mentre prosegue con successo la lenta trasformazione della struttura dell’economia, che vede il settore dei servizi sempre più importante rispetto all’industria. Restano però alcuni importanti nodi da sciogliere, come il debito e della riforma delle società a mano pubblica e del sistema finanziario.Dal punto di vista di un investitore, conclude il professor Spence, sarebbe conveniente un atteggiamento ispirato alla cautela e in grado di trarre vantaggio dagli eccessi dei mercati. il 2017 si prevede come un anno ad alta volatilità. “Ci sono troppi fattori di incertezza, dagli Stati Uniti alla Cina e alle elezioni in Europa. Meglio essere prudenti”.

LE SCELTE DI GAM – Scendendo nello specifico delle scelte di investimento, con particolare riguardo al mercato obbligazionario globale, Daniel Sheard, co-gestore del Julius Baer Multibond – Absolute Return Bond Fund di GAM ha spiegato: “Lo scenario di crescita economica e di rendimenti in salita non è favorevole agli investitori obbligazionari. La turbo-politica fiscale di Trump ha alimentato aspettative di maggior crescita e di inflazione, significativamente prezzata dai mercati. Ci attendiamo un’implementazione più lenta dei cambiamenti proposti rispetto a quanto si temeva, la Federal Reserve probabilmente alzerà in maniera lenta e progressiva i tassi (2-3 volte nel corso dell’anno), nonostante il consolidamento inflazionistico, un dollaro forte risulterebbe fattore vincolante. L’Europa è soggetta alle minacce costituite da Grecia, banche e dalle future elezioni in Olanda, Francia e Germania. Per quanto riguarda la Banca Centrale Europea, da un lato abbiamo constatato che al consiglio non piace l’uso della parola «tapering» e dall’altro il mercato continua a credere che la promessa fatta nel 2012 da Draghi con la celebre frase ‘Whatever It Takes’ verrà onorata: questi fattori indicano che la possibilità di un aumento dei rendimenti nel breve e medio termine rimane limitata, tuttavia la parte lunga della curva dei tassi resta vulnerabile al tema reflazionistico globale. In un contesto economico come quello attuale il fondo JB Absolute Return Bond Fund è particolarmente utile per diversificare la componente obbligazionaria con una strategia che cerca di traguardare rendimenti positivi con volatilità contenuta, gestita da un team di grande esperienza. “Gli investitori obbligazionari sono alla continua ricerca di rendimenti e investire in obbligazioni subordinate di società di elevata qualità può fornire tali rendimenti”, ha spiegato Anthony Smouha, gestore del fondo GAM Star Credit Opportunities, che aggiunge ”la strategia del fondo poggia, sostanzialmente, su una considerazione piuttosto semplice: se l’emittente di titoli obbligazionari è di elevata affidabilità, ed è improbabile che si trovi nella condizione di non poter onorare gli impegni con i sottoscrittori dei titoli, allora tanto vale sottoscrivere le tranche del suo debito junior che hanno più alto rendimento”. Il portafoglio del fondo è dunque concentrato su emittenti di elevata qualità (circa l’80% degli emittenti hanno rating Investment Grade) e sulle loro emissioni “più in basso” nella struttura del capitale. Se il concetto è semplice, il processo di investimento è estremamente complesso e rigoroso, si studiano i bilanci delle società e si analizzano in dettaglio i prospetti delle singole emissioni, la corretta comprensione dei rating delle emissioni e della struttura del capitale è cruciale per il successo della strategia”. Infine Paolo Scrippelliti, senior analyst del team GAM Systematic Alternative Risk Premia, ha illustrato l’approccio sistematico agli investimenti, “un nome complicato per un concetto che lo è molto meno: l’”alpha”, ovvero il valore generato dall’abilità del gestore, è molto più scarso di quanto si pensi. Al contrario, il “beta” è molto più abbondante e rintracciabile anche fuori dei mercati tradizionali di azioni e obbligazioni. Sono fonti di “beta” anche fattori come il “value”, il “momentum” o il “carry”, accessibili con tecniche d’investimento complesse ma con potenzialità simili all’alpha: bassa correlazione e diversificazione. La strategia si avvantaggia delle potenzialità della diversificazione dei premi al rischio, un portafoglio globale di azioni ed obbligazioni dotato anche di un’allocazione ai premi al rischio alternativi ha un comportamento più efficiente rispetto ad un portafoglio tradizionale bilanciato tra le sole azioni e obbligazioni. In tempi di grande incertezza il fondo Alternative Risk Premia è uno strumento utile a diversificare e decorrelare il portafoglio dalle asset class tradizionali e a stabilizzare il profilo rischio/rendimento, in altre parole è una valida alternativa agli investimenti tradizionali.

 

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