Varma (Dnca Investments): così puntiamo sui leader globali

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di Andrea Telara 10 Febbraio 2017 | 09:15
Il gestore del fondo azionario flessibile Dnca Invest Global Leaders spiega a Bluerating le sue strategie di investimento e indica alcune società che beneficeranno dei trend della globalizzazione.

Una quarantina di titoli che hanno tutti più o meno lo stesso peso nel portafoglio e presentano una caratteristica comune: appartengono ad aziende che hanno buone chance di macinare ricavi e profitti in futuro, grazie un percorso di crescita robusta e duratura. Si possono riassumere così, in sintesi, le strategie di investimento del fondo Dnca Invest Global Leaders, un prodotto azionario flessibile gestito da un team multietnico composto da RajeshVarma, CarlAuffret e YingyingWu.

“Investiamo in aziende di qualità che possono beneficiare della crescita mondiale”, dice Varma (nella foto a destra)RAJESH-VARMA-Img8266 (1), il quale elenca le caratteristiche dei titoli che possono entrare nel portafoglio del fondo. Si stratta di azioni di società che beneficiano di grandi barriere all’entrata contro i concorrenti, hanno la capacità di crescere stabilmente nel lungo periodo, operano in settori molto promettenti come per esempio la robotica, l’automazione industriale o i pagamenti online e hanno una buon livello di liquidità. Vengono esclusi, invece, i titoli che si sono dimostrati per natura molto volatili nel tempo o quelli che hanno una governance poco trasparente. “Molte società cinesi, per esempio, non entrano nel nostro portafoglio”, aggiunge Varma, “proprio perché non hanno quei requisiti di trasparenza che ricerchiamo”.

Per questa ragione, piuttosto che investire direttamente in società dei mercati emergenti, il fondo di Dnca Invest preferisce posizionarsi su aziende dei paesi occidentali, in primis statunitensi, che hanno un business globale e sono comunque presenti nelle nazioni in via di sviluppo. E’ il caso di multinazionali come Shiseido, Reckitt Benckiser o Unilever che ha il 40% del suo giro d’affari proprio sui mercati emergenti. “Oggi qualcuno parla spesso contro la globalizzazione”, dice ancora Varma, “ma io, da indiano, dico con convinzione una una cosa: quello che è accaduto nel mio paese, dove milioni di persone sono uscite e stanno uscendo dalla povertà grazie all’apertura dei mercati internazionali, è invece un fenomeno straordinario, una delle cosa migliori mai accadute nella storia dell’India”.

Un fondo che punta sulla globalizzazione non può non avere nel portafoglio anche i titoli dei giganti di internet e dell’information tecnology come Google, Checkpoint Software, Kudelski, Trend Micro, Facebook, i cui marchi sono ormai conosciuti in tutto il mondo. Tra le azioni presenti nel portafoglio, che hanno tutte più o meno lo stesso peso per non creare eccessive sovraesposizioni che aumentano la volatilità delle performance, ci sono però anche nomi di aziende un po’ meno note al grande pubblico che sono però leader in settori assai promettenti. E’ il caso della giapponese Keyence, n. 1 al mondo nell’automazione industriale, della britannica Arm, il maggior produttore di semiconduttori al mondo o del gruppo Shimano, leader globale nella componentistica per biciclette. Tra le società italiane c’è un nome che spicca su tutti: quello del gruppo Brembo, noto costruttore di impianti frenanti per auto e motovetture, che nel suo settore non ha rivali in tutti e 5 i continenti.

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