Cina e dintorni: i fondi azionari soffrono

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di Matteo Chiamenti 3 Febbraio 2009 | 08:00
Focus di analisi sui fondi azionari dell’area cinese. Performance annuale deludente per tutta la categoria. Il miglior fondo chiude con un triste -28,58%. Stiamo parlando del First State Greater China Growth Fund, proposto da First State Investment.

Continua il viaggio nel mondo dei fondi comuni mobiliari di diritto italiano ed estero; oggi ci si ferma ad analizzare la situazione del paese emergente per eccellenza, ovvero la Cina. L’analisi riguarda ad ampio raggio la cosiddetta Grande Cina, che racchiude al suo interno per l’appunto la Cina, Hong Kong e Taiwan. L’analisi si sofferma nuovamente sulla categoria degli azionari. Lo scenario di performance che la zona presenta è negativo, in linea con i principali mercati azionari della zona (e non solo).  Il fondo di oggi è il First State Greater China Growth Fund, che si presenta come il migliore in ottica ad 1 anno. La performance è non è positiva ed è pari al  -28,58%.

Nato sul finire del 2003, il prodotto in questione è offerto dalla britannica First State Investment e ovviamente si propone di investire in equity dei paesi di riferimento. Con una capitalizzazione di mercato pari a 186 milioni di dollari, il fondo si presenta con una configurazione di rischio abbastanza alta, dovuta principalmente ai titoli in portafoglio, piuttosto che al tipo di gestione (che non ha un profilo particolarmente dinamico). I titoli presenti con un maggior peso all’interno del portfolio sono quelli finanziari (22% del totale) e dell’information tecnology (16,6%); alla luce di questo dato si può quindi facilmente intuire il perché della performance poco convincente dell’ultimo anno.

Appare opportuno dire che la configurazione del prodotto è tale da essere indicata per un per l’investimento di lungo periodo (5/7 anni). Seguendo questa logica, i risultati nell’arco 3 anni appaiono positivi (se pur non eccezionali). Infatti siamo di fronte ad una performance pari al 1,74%. Risultato non esaltante. Ma di questi tempi l’esaltazione sembra essere un elemento estraneo al mercato.

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