Fondi pensione, 700 miliardi di asset 'tossici'

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di Francesco Biraghi 20 Ottobre 2008 | 15:20
Riprendiamo un articolo apparso sul Financial Times di oggi, in cui si parla dei titoli cosiddetti “tossici” presenti all’interno dei fondi pensione di Europa, Asia e Nord America. Secondo la Covip, i fondi pensione italiani non sembrano avere grosse esposizioni verso prodotti a rischio. Ora siamo in attesa del reale coinvolgimento verso le obbligazioni islandesi.

Il Fondo Monetario Internazionale ha stimato che in tutto il mondo le perdite derivanti da prodotti strutturati, come titoli di debito garantiti e prestiti obbligazionari, asset-backed securities, commercial paper-backed securities e veicoli di investimento strutturati colpirà 945 miliardi di dollari (705 miliardi di euro), con le stime di alcuni analisti che prevedono anche valori superiori.

Finora le banche hanno annunciato più di 400 miliardi di dollari di svalutazioni relative a queste attività “tossiche”. C’è il rischio che la restante parte sia detenuta da fondi pensione, compagnie d’assicurazione e grandi patrimoni.

Secondo i calcoli del Financial Times, i prodotti strutturati come CDO, ABS, SIV e strumenti di protezione del capitale, rappresentano l’8% degli asset totali dei fondi pensione. Vale a dire che su un patrimonio globale di 15.000 miliardi di dollari, 700 miliardi potrebbero essere “tossici”.

Ci sono quindi tra i 400 e i 700 miliardi di asset tossici nei bilanci dei fondi pensione, in particolare in Danimarca, Germania, Francia, Svezia e USA.
Come percentuale sul totale degli asset non è elevata, ma rimane una grande quantità di denaro.

Questi sembrano essere i paesi più colpiti, ma com’è la situazione in Italia?

Secondo la Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione), i fondi pensione chiusi, ovvero quelli negoziali e contrattuali dei dipendenti italiani, avrebbero un’esposizione limitata ai titoli “tossici”. Nella recente audizione in Parlamento, Bruno Mangiatori, in qualità di rappresentante della Covip, ha dichiarato che su 600 fondi analizzati, solo 16 detenevano azioni o obbligazioni legati a Lehman Brothers. Oltre ad essere limitato il numero di fondi pensione coinvolti, risulta limitata anche l’esposizione dei singoli portafogli.

Bluerating.com ha monitorato la situazione della previdenza complementare nei confronti dei titoli Lehman Brothers e non sono emerse grosse esposizioni verso la banca d’affari USA, sia in valore assoluto sia in percentuale. I prodotti più colpiti sono stati invece le polizze Index Linked, circa settanta di diverse compagnie assicurative, che avevano come sottostante titoli legati a Lehman Brothers.

Nei giorni scorsi è arrivata la doccia fredda dall’Islanda. Dall’indagine di Bluerating.com, sono circa 100.000 gli investitori italiani coinvolti. Però questi sono solo i clienti di istituti di credito e compagnie assicurative coinvolti direttamente, cioè quelli che hanno acquistato polizze index linked con sottostante emissioni governative islandesi. Per il momento non si conosce ancora l’entità dell’esposizione dei fondi pensione verso i bond islandesi.

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