Polizze: i venti dell'Est rallentano, ma non frenano

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di Matteo Chiamenti 4 Febbraio 2009 | 12:20
Totale dei premi assicurativi in leggero calo per Generali. Gli spunti più incoraggianti arrivano dai paesi dell’Est Europa, dove persiste un trand positivo di raccolta. Una regione che ha visto alla ribaltam negli ultimi tempi, il gruppo del Leone triestino.

Generali renderà oggi noti i dati sulla raccolta dei premi assicurativi del gruppo nel corso del 2008. Cosa ci si attende? Gli analisti ipotizzano un leggero calo rispetto ai 66,2 miliardi del 2007. Rimane tuttavia sullo sfondo l’impulso proveniente dai Paesi dell’Est Europa, che nel complesso avrebbero registrato una crescita del portafoglio polizze ancora a due cifre, benché in decelerazione rispetto ai primi mesi dello scorso esercizio. Un’area che rappresenta il quarto mercato del gruppo Generali, alle spalle di Italia, Francia e Germania.

La scommessa assicurativa è partita nel 2007, quando Generali ha costituito una join venture con il gruppo locale Ppf (guidato dal finanziere Petr Kellner), nella quale ha concentrato le sue attività assicurative in tutta l’area. Partendo da questa operazione è proseguita l’espansione dei paesi dell’ex blocco socialista. Sembra che la forza di questo vento, sebbene in diminuzione, persista.

La partita più importante si sta svolgendo in Russia per il controllo di Ingosstrakh, ex compagnia statale controllata dal magnate Oleg Deripaska ma il cui 38% è stato acquisito da Ppf Beta, fondo di private equity italo-ceco partecipato da Generali per il 49%. Da oltre un anno è in corso una dura lotta legale nella quale Deripaska ha cercato di ostacolare l’ingresso di nuovi azionisti. Voci interne però, danno per poco probabile la riuscita di questa resistenza: il magnate russo, causa crisi del mercato locale, starebbe valutando l’ipotesi di cedere il suo pacchetto di controllo di Ingosstrakh alla cordata italo-ceca. Fare cassa, di questi tempi, è sempre un’opzione da considerare.

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