Ritorno alla Gestione Alternativa

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Fabrice Cuchet, numero uno delle attività alternative di Dexia AM, spiega a Bluerating che il sistema finanziario sta subendo una classica fase di deleveraging che impatta sulla volatilità dei listini. Sul fronte hedge, il manager che sovraintende 15 diversi processi di gestione alternativa con un valore complessivo di 7,5 miliardi di euro, non crede alla fine dell’industria alternativa, anzi la flessibilità dei gestori permetterà lo sviluppo di nuove strategie più vicine al nuovo contesto di mercato che si va delineando.

di Marco Mairate17 ottobre 2008 | 15:45

BFC: L’ultima volta che ci siamo incontrati (era la primavera del 2007) le Borse andavano bene, l’economia globale cresceva e gli hedge erano i ‘padroni’ del mondo. Cosa è successo?

F.C: E’ vero, negli ultimi 12 mesi tutto è cambiato. Oggi viviamo in un contesto caratterizzato da una volatilità elevata e dal deleveraging che porta a vendite forzate (fire sale) su tutto il mercato. Se dovessi riassumere quello che non ha funzionato, citerei tutto il sistema regolamentare, un estremo ricorso alla leva e un modo errato di prezzare il rischio.

BFC: Cosa si è sbagliato negli ultimi anni?

F.C: La sbornia degli ultimi dieci anni è il frutto di diverse variabili. Mi piace sottolineare però che la liquidità fino allo scorso anno non aveva valore, nel senso che non veniva tenuta nella debita considerazione. Oggi assistiamo ad un repricing delle liquidità, ovviamente a vantaggio di quest’ultima.

BFC: questa crisi come influenzerà le vostre scelte future?

F.C: Dopo questa crisi, assisteremo ad un ritorno per strategie con meno leverage, all’utilizzo di prodotti molto più semplici di quelli attuali. Infine si cercherà in ogni modo di scegliere strategie meno correlate con i mercati azionari.

Hedge Fund

BFC: I media si sono accaniti contro gli hedge perché ritenuti responsabili del crollo dei mercati; gli addetti ai lavori, invece, temono per la ‘sopravvivenza’ dell’intera industria, messa sotto pressione dai riscatti.

F.C: Si, certamente gli hedge stanno vivendo un momento non facile. Circa il ruolo degli hedge nella discesa dei listini, è ovvio che il deleveraging dei gestori ha in parte acuito la discesa dei corsi, ma ricordo ancora una volta come la componente short, all’interno dell’industria, rappresenti solo una minima parte del nostro business.
Sul fronte dei riscatti ci sono e riguardano almeno il 10-15% delle masse totali. Detto questo ricordo che nel 1998, quando scoppiò il caso LTCM, tutti profetizzavano la fine degli hedge. Ovviamente questo non è avvenuto, anzi. Confido nella capacità dell’industria di adattarsi all’ambiente che la circonda, alcune strategie cesseranno di esistere mentre ne nasceranno delle altre. E’ sempre stato così.

BFC: A proposito del deleveraging, quanto pesano i fondi hedge in questa fase?

F.C: Per quanto riguarda l’equity, il grosso dei fondi hedge è già uscito dal mercato e si è messo cash. Differente la situazione nel mercato del credito, dove molti fondi sono ‘imbrigliati’ in titoli poco liquidi e un mercato rarefatto rende difficile uscire dalle posizioni.

Mercati e ripresa

BFC: Che tipo di indicatori osservate per monitorare il clima che si respira sui mercati?

F.C: In questo momento continuiamo a monitorare l’andamento dell’Euribor: questo indicatore è molto importante per tenere sotto controllo i rapporti tra le banche e la loro capacità di finanziarsi a vicenda. Se il settore bancario dovesse ricominciare a funzionare regolarmente, sarebbe un segnale molto importante per il settore e il mercato.

BFC: Quando e come arriverà al ripresa dei mercati?

F.C: Non posso dire quando tutto questo finirà. Potrebbe accadere tra una settimana come tra due mesi, di certo non ci sveglieremo un giorno con gli indici che fanno un balzo del 40%. La crescita globale è a rischio e ci vorrà ancora tempo per completare la fase di deleveraging.

BFC: Quindi quali sono le strategie da privilegiare ora?

F.C: Anticipo che fino che le cose non torneranno alla normalità, preferisco rimanere liquido. Comunque le strategie per un’eventuale fase di recovery sono i gestori distressed, emerging markets, event driven, Credit e Long Short Equity.


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