Recupero crediti, presto una nuova guida per i consumatori

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di Maria Paulucci 24 Maggio 2013 | 09:54

Lo ha annunciato Unirec, l’associazione delle imprese dei servizi a tutela del credito, che però avverte: gli italiani sono sempre più indebitati


ITALIANI SEMPRE PIÙ INDEBITATI – Nel 2012 famiglie e imprese italiane hanno lasciato in sospeso pagamenti per circa 34 miliardi di euro nei confronti di banche, società finanziarie, multiutilities, telecomunicazioni e pubblica amministrazione. È questo il dato emerso dal terzo rapporto annuale sui servizi a tutela del credito di Unirec, l’associazione confindustriale di categoria delle imprese dei servizi a tutela del credito presieduta da Gianni Amprino. I numeri segnano un aumento del 17% rispetto al 2011, quando la cifra era di 29 miliardi di euro, e addirittura del 48% rispetto al 2010 (23 miliardi di euro). Ben 24 miliardi – pari al 71% del totale – riguardano le sole famiglie.

IL RITORNO DELLE CAMBIALI – A questo va aggiunto il dato significativo – anche dal punto di vista del mutamento del costume sociale – del forte ritorno all’uso delle cambiali: il loro numero è aumentato del 5% rispetto al 2011 e del 44% rispetto al 2009, mentre il loro ammontare complessivo ha fatto registrare un +2% rispetto al 2011 e un +17% rispetto al 2009. Salgono anche i protesti, in crescita da cinque trimestri consecutivi. Il fatturato complessivo del settore tutela del credito nel 2011 sfiora il miliardo di euro: 983 milioni, un +9% rispetto al 2010, di cui 744 relativi al solo recupero crediti conto terzi. Le prime stime – basate su un campione – relative al 2012 sono in linea con l’esercizio precedente: ipotizzano, infatti, un fatturato complessivo di 993 milioni di euro.

CRESCONO INVESTIMENTI, ADDETTI E RICAVI – Il fatturato complessivo delle aziende associate a Unirec – la cui quota di mercato sale all’87% – nel 2011 ha raggiunto i 740 milioni di euro, con un +19% rispetto al 2010, di cui 503 relativi al recupero crediti conto terzi. Non altrettanto positivo è il versante della redditività, in calo del 10% rispetto al 2010. Le prime stime relative all’esercizio 2012 sembrano confermare la tendenza. Questo perché le imprese associate Unirec, come si apprende da una nota ufficiale, "non hanno rinunciato agli investimenti sia per il miglioramento dei sistemi e dei processi sia per la formazione finalizzata alla professionalizzazione degli operatori e al rispetto delle 'buone prassi' e hanno quindi dovuto sostenere maggiori costi per preservare l’azione di recupero". Nel 2012 si contano 18.065 addetti (di cui il 51% dedicati alla phone collection) con un incremento nell’ultimo anno di ben 2.000 unità, che sale a quasi 5.500 se si prendono in considerazione gli ultimi 5 anni (+44%).

LA GUIDA PER I CONSUMATORI – Annunciata la redazione di una nuova Guida per i consumatori, redatta in collaborazione con le più rappresentative associazioni dei consumatori, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente il dialogo delle aziende del comparto con il cliente-debitore e illustrare al grande pubblico le diverse fasi del processo di recupero crediti stragiudiziale, in continuità con l'impegno di Unirec nell’individuazione di buone prassi condivise con le associazioni consumatori.

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