Milano in gran spolvero nella prima seduta dell’anno

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di Redazione 3 Gennaio 2013 | 07:13

Piazza Affari, dal canto suo, ha approfittato del momento e mercoledì ha portato a casa un rialzo del 3,81%.


BORSE IN GRAN SPOLVERO – Le Borse in tutta Europa hanno brillato nella prima seduta del 2013. I mercati azionari del Vecchio Continente mercoledì hanno tratto beneficio dall'accordo alla Camera dei Rappresentanti statunitense che, nella notte precedente, ha evitato il fiscal cliff – ovvero, il "baratro fiscale" che si sarebbe spalancato se non fossero state rinnovate le agevolazioni introdotte dall'ex presidente George W. Bush – e hanno chiuso in guadagno.

BRILLA PIAZZA AFFARI – La Borsa di Milano, dal canto suo, ha approfittato del momento e ha portato a casa un rialzo del 3,81%. Un risultato dovuto anche dalla flessione del differenziale tra i titoli di Stato decennali italiani e quelli tedeschi – il famoso spread – che è calato sotto i 290 punti, oltre la cosiddetta "soglia Monti", prima a 287 e poi, in serata, a quota 283.

RIALZO CORALE IN EUROPA – A Francoforte, il Dax ha guadagnato l'1,9%. Parigi (+2,3%) ha registrato i nuovi massimi dal luglio 2011, mentre Madrid (+2,8%) si è spinta al top da marzo. E Londra ha segnato un +2,3%. Il presidente del Consiglio uscente Mario Monti ha twittato con una certa soddisfazione che è stato finalmente centrato l'obiettivo di un dimezzamento dello spread rispetto ai 574 punti base trovati al momento del suo insediamento, poco più di un anno fa. Peccato che durante il suo anno abbondante di governo il debito pubblico sia cresciuto di quasi il 10%, vanificando in parte il recupero del Btp sul Bund tedesco.

I TITOLI A MILANO – In una situazione del genere è risultata quasi scontata la forza dei titoli bancari: UniCredit, +3,9%, Intesa Sanpaolo, +5,5%, Banca Popolare di Milano, +3,6%, Popolare dell'Emilia Romagna, +5,9%, Monte dei Paschi di Siena, +3,5%, Mediobanca +4,4%. Alla grande anche i titoli del risparmio gestito: Mediolanum, +3,8%, Azimut, +3,2%, e Banca Generali, +1,3%. Ma tutto il listino ha vissuto momenti di gloria: chi ha fatto peggio, in ogni settore, ha guadagnato l’1%.

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