Apertura: Borse europee in rialzo, Piazza Affari accelera

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di Luca Spoldi 6 Dicembre 2012 | 09:39

Seduta che si apre all'insegna del denaro per le principali piazze europee dopo che Tokyo ha visto il Nikkei225 chiudere sui massimi da aprile


Tokyo consolida il rialzo in attesa dell’esito delle elezioni anticipate del 16 dicembre e di eventuali ulteriori misure straordinarie da parte della Bank of Japan, con l’indice Nikkei225 che si riporta a 9.545,16 yen (+0,81%), sui massimi da aprile, sfruttando la debolezza dello yen contro dollaro.  Decisamente meno brillanti Shanghai, (-0,19%) e Hong Kong (-0,09%).

Tra le blue chip giapponesi si mettono in luce Ntn, ancora Sharp, Pacific Metal e Oki Electric Industry con rialzi tra i 12 e i 5 punti a testa, mentre poco più di un punto perdono Kubata, Terumo, Mitsubishi Paper Mills e Nissan Chemical Industries.

A Piazza Affari invece dopo qualche incertezza iniziale l’indice Ftse Mib risale a quota 16.099,64 (+0,91%), l’Ftse Italia All-Share è sui 16.960,37 punti (+0,88%) e l’Ftse Italia Star oscilla in area 10.571,90 (+0,29%). Tra le blue chip italiane rimbalzano stamane Mediaset, sospinta da un buon giudizio di Exane (che alza da “underperform” a “neutral” il giudizio e a 1,4 euro il target price), Tenaris, UniCredit e Azimut, che così migliora i massimi degli ultimi 5 anni già toccati ieri, sulla scorta di previsioni più che rosee per i risultati 2012.

In deciso affondo Saipem (-10,2%) dopo il terremoto ai vertici (il Ceo Pietro Franco Tali si è dimesso ieri pomeriggio) legato ad un’indagine in corso in relazione a presunti reati di corruzione commessi nel 2009 relativamente ad alcuni contratti stipulati in Algeria. Deboli anche A2A, Autogrill, Luxottica e Telecom Italia, mentre Mps, colpita da un downgrade da parte di Standard & Poor’s (che ha portato il merito di credito a “speculative grade”, ossia “junk”, cartaccia), dopo un avvio incerto prova a recuperare terreno.

Apertura di seduta positiva anche per le principali piazze finanziarie europee che non risentono eccessivamente né della decisione, sempre di S&P’s, di tagliare a “default selettivo”  (da “CCC”) il rating sovrano greco, né dello scenario macroeconomico che resta nel complesso debole.

Dopo un’ora di lavoro il paniere Eurostoxx50 guadagna anzi lo 0,81% con titoli come Nokia (+9% dopo un accordo in Cina per il lancio del nuovo smartphone Lumia920T da part di China Mobile) Bayer e Volkswagen tra i migliori, mentre perdono terreno GdF Suez (pesante dopo l’uscita di Enel dall’accordo per lo sviluppo del nucleare di nuova generazione) e France Telecom. Tra i singoli listini Parigi segna +0,52%, Francoforte recupera lo 0,79%, Londra guadagna lo 0,26%, Madrid segna +0,54%.

Sul mercato obbligazionario, in attesa della riunione della Bce (che però dovrebbe confermare i tassi di riferimento sullo 0,75%, anche se per un 10% circa degli analisti è possibile un ulteriore ribasso) e in assenza di ulteriori aste di titoli di stato il Btp decennale guida vede rendimento mantenersi poco sopra al 4,45% (sui livelli della precedente chiusura), mentre lo spread contro Bund torna sul 3,10% (dal 3,11% di ieri sera).

L’euro tira il fiato, scivolando a 1,3056 sul dollaro e a 107,63 contro yen; il rafforzamento del dollaro pesa su oro (stabile poco sopra i 1694 dollari l’oncia) e argento (in calo di 10 centesimi a 32,86 dollari) e in parte sul petrolio, stamane attorno a 108,87 dollari al barile (il Brent) ovvero a 88,01 dollari (il Wti), pochi centesimi sopra l’ultimo fixing di ieri.

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