Messina (Intesa Sanpaolo): in Atlante non avremo oltre il 20%

A
A
A
di Luca Spoldi 13 Aprile 2016 | 14:40

Il Ceo dell'istituto fissa i paletti alla partecipazione al fondo "salva banche" e spiega: sarebbe meglio evitare il ricorso alla leva nell'acquistare le sofferenze o, se necessario, utilizzare una leva modesta

MESSINA: ANDIAMOCI CAUTI CON LA LEVA – Col passare delle ore si precisano i contorni dell’operazione legata al lancio del fondo “salva banche” Atlante. Parlando oggi ai giornalisti il Ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha spiegato di non essere entusiasta di un eventuale utilizzo della leva finanziaria da parte del fondo Atlante per acquistare sofferenze, sottolineando che nel caso venga utilizzata dovrebbe essere comunque ridotta (molti analisti hanno già sottolineato che con soli 5,7 miliardi di euro di capitali Atlante dovrebbe ricorrere a una leva molto elevata se volesse risolvere del tutto il problema, visto che al momento sono iscritte a bilancio circa 80 miliardi di euro di sofferenze nette).

QUOTA INTESA IN ATLANTE NON SUPERERA’ 20% – Messina ha poi affermato che probabilmente l’ investimento di Intesa Sanpaolo in Atlante sarà solo diretto e non vedrà, contrariamente alle voci rilanciate sui giornali, la partecipazione di Sga (Società per la gestione delle attività), ossia la “bad bank” nata all’epoca del salvataggio del Banco di Napoli poi confluita nel gruppo Intesa Sanpaolo. Comunque tale partecipazione non sarà superiore ad una quota del 20% (dunque di poco superiore al miliardo in caso di raccolta pari ai 5,7 miliardi di cui si parla in queste ore).

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Banche, si gonfiano i cuscini antiperdite

Mps, due soluzioni per renderla appetibile

Banche regionali, il fintech è un toccasana

NEWSLETTER
Iscriviti
X