La tensione resta alta sulle borse asiatiche ed europee

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di Luca Spoldi 26 Gennaio 2016 | 12:02

Nuovo tonfo dei listini cinesi, sui minimi degli ultimi 13 mesi, che finisce col coinvolgere anche Tokyo. L'indebolimento del petrolio stoppa il tentativo di rimbalzo europeo, nonostante i rialzi delle banche

BORSE EUROPEE ANCORA NERVOSE – La mattinata era iniziata davvero in salita, con l’ennesimo tonfo dei listini cinesi ridiscesi sui minimi degli ultimi 13 mesi (l’indice Csi 300 ha perso il 6,02%, Hong Kong ha chiuso a -2,48%) che ha finito col contagiare anche Tokyo (dove l’indice Nikkei225 ha chiuso in calo del 2,35% a 16.708,9 yen). Poi il nuovo tentativo di rialzo del petrolio ha consentito ai listini europei di recuperare terreno in avvio, ma il successivo nuovo indebolimento (in questi minuti l’oro nero torna poco sopra i 30 dollari al barile) sembra aver nuovamente indotto alla prudenza gli investitori.

MILANO IN CONTROTENDENZA, BENE LE BANCHE – Così mentre si avvicina la boa di metà seduta Londra segna una perdita dello 0,71%, Parigi oscilla a -0,56%, Francoforte è indicata a -0,52% e Madrid a -0,47%. In controtendenza Milano, che partita in netto calo ha recuperato le perdite nel corso della mattinata ed ora viene indicata a +0,07%. L’Eurostoxx50 dal canto suo perde lo 0,35%, con Siemenes (che ha visto aumentare i suoi utili annui più del previsto) e Philips (a sua volta grazie a risultati migliori delle attese) in rialzo tra i 7 e i 6 punti a testa, davanti a e.On e alle banche guidate da Unicredit. Male Deutsche Post (in calo di oltre 3 punti), come pure Daimler, Munich Re e Fresenius, tra l’1,5% e l’1,7% di perdita a testa.

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