Lisbona prova a giocarsi la carta startup

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di Luca Spoldi 1 Novembre 2016 | 12:39

LISBONA PROVA AD ATTRARRE INNOVATORI – Lisbona ci prova: anche se la capitale portoghese resta un nano rispetto a giganti dell’universo startup europeo come Londra e Berlino, a causa della relativa carenza di fondi di venture capital che operano nell’economia portoghese, ancora caratterizzata da una crescita modesta e da un pesante indebitamento a cinque anni dal bailout guidato da Ue e Fmi, la città ha l’ambizione neppure troppo nascosta di imitare il modello berlinese.

FINORA SONO MANCATI I CAPITALI – Per riuscirci Lisbona prova a offrire giovani talenti e costi nettamente inferiori a quelli che si registrano nelle maggiori città europee, attraendo così nuovi investitori. Una mano l’ha data anche il governo portoghese, che ha deciso di cofinanziare le nuove startup da questa estate i fondi di venture capital hanno promesso di investire fino a 500 milioni di euro, anche se non è ancora chiaro quanti progetti concretamente saranno finanziati visto che l’esame delle proposte è ancora in corso. Ai portoghesi non manca talento né esperienza nel creare nuove startup tecnologiche, ma il problema della mancanza di fondi ha finora limitato la crescita del settore, dirottando i migliori talenti all’estero.

PRIMI SEGNALI POSITIVI, MA LA STRADA E’ LUNGA – Uno studio della organizzazione no profit European Startup Initiative ha scoperto che già ora Lisbona è il quinto hub per startup più attraente in Europa, mentre uno studio di Microsoft ha sottolineato come 40 scaleup portoghesi abbiano raccolto almeno 1 milione di euro negli ultimi 5 anni, per un totale di 166 milioni. Numeri importanti ma ancora modesti rispetto anche solo alla Spagna, che nello stesso quinquennio ha visto 106 scaleup raccogliere 1,6 miliardi. In Germania 208 scaleup hanno invece raccolto 6,6 miliardi di euro di fondi: la rincorsa è iniziata, ma la strada resta lunga.

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