Cosa succede se vince il NO secondo Credit Suisse

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di Marco Barlassina 1 Dicembre 2016 | 08:02

CREDIT SUISSE FA IPOTESI SUL POST-REFERENDUM – Con gli ultimi sondaggi che confermano un certo margine di vantaggio per il “no” in vista del referendum costituzionale del 4 dicembre in Italia, quali rischi corrono i mercati? Secondo Credit Suisse se la vittoria del “sì” garantirebbe il proseguo del governo Renzi e darebbe un segnale di stabilità politica rimuovendo le incertezze che i mercati hanno iniziato a scontare nelle ultime settimane, la vittoria del “no”, innescando la caduta del governo Renzi, potrebbe dar luogo a due diversi scenari.

UN NO RISICATO NON PESEREBBE SUI MERCATI – Nel caso di una vittoria risicata del “no” a Renzi potrebbe seguire la nomina di una figura più “tecnica” come Pier Carlo Padoan che entro metà dicembre andrebbe in parlamento a chiedere l’appoggio di una maggioranza più ampia dell’attuale (ad esempio quello di Forza Italia) per cercare di portare a termine la legislatura, modificando la legge elettorale e cercando di proseguire lungo il cammino delle riforme strutturali. In questo caso ci si potrebbe attendere una riduzione dei rischi relativi alla stabilità politica italiana e dei timori circa le ricapitalizzazioni delle banche italiane.

UN NO AMPIO METTEREBBE A RISCHIO LE BANCHE – Nel caso la vittoria del “no” appaia molto ampia, verrebbe probabilmente a mancare una maggioranza per portare a termine la legislatura e si andrebbe a elezioni anticipate, non prima di aver cercato unicamente di modificare la legge elettorale per ridurre il rischio di una vittoria di un partito populista anti europeo come M5S (un cui governo monocolore potrebbe cercare di arrivare a un nuovo referendum sull’articolo 75 della Costituzione che vieta la modifica dei trattati internazionali sottoscritti dall’Italia). In questo caso l’incertezza aumenterebbe e questo potrebbe mettere a rischio il processo di ricapitalizzazione delle banche italiane.

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