Il biotech vola sulle ali dell’innovazione

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di Redazione 21 Settembre 2015 | 13:19

Ecco la view  a cura di Nathalie Lotscher Petrus, gestore del fondo Ubs (Lux) Equity– Biotech (Usd).

Ubs Global Asset Management continua a puntare sul biotech, un settore sostenuto dall’invecchiamento demografico e dall’aumento della ricchezza nei Paesi Emergenti. “Le valutazioni delle large cap sono ancora attraenti dal nostro punto di vista e offrono solidi tassi di crescita”, ha spiegato Nathalie Lotscher Petrus, gestore del fondo Ubs (Lux) Equity– Biotech (Usd).

BIOTECH – “Queste considerazioni continuano a essere supportate da un flusso regolare di dati positivi relativi a nuove terapie farmacologiche che avanzano nel loro processo di sviluppo e da ulteriori indicazioni riguardo i farmaci già sul mercato. L’M&A nel settore healthcare dovrebbe sostenere anche i nomi del biotech, dato che il subsettore rappresenta la locomotiva dell’innovazione all’interno del settore e le società farmaceutiche a più grande capitalizzazione hanno l’opportunità di comprare innovazione in questo modo. I driver di lungo periodo, come l’invecchiamento demografico nei mercati sviluppati e il più alto livello di ricchezza negli Emergenti, rimangono intatti e supportano un’ulteriore domanda per prodotti innovativi nell’healthcare“.

LE PRINCIPALI OPPORTUNITÀ – “Tra le principali opportunità nel settore del biotech, troviamo i farmaci lanciati nel 2015 e quelli in preparazione che dovrebbe continuare a creare valore nel biotech, se avranno successo. Allo stesso modo, l’innovazione rimane il driver principale, la pipeline del settore robusta; inoltre sono attesi riscontri scientifici per diverse importanti terapie (ad esempio la terapia genetica, oncologica e immuno-oncologica). Infine, ci aspettiamo forti ricavi e crescita degli utili per le large cap del biotech nel 2015”.

POTENZIALI RISCHI – “Sul fronte dei rischi, invece, in seguito alle forti performance registrate nel 2013 e nel 2014, la propensione al rischio per le società a minore capitalizzazione nel biotech potrebbe essere più basso. Inoltre, dal punto di vista dei rischi di settore, le minacce potrebbero derivare dal fallimento nel processo di sviluppo oppure da dati negativi di mercato. A livello macroeconomico, infine, potremmo assistere alla rotazione del settore e ulteriori pressioni politiche e di prezzo”.

ASSET ALLOCATION – “Per quanto riguarda la nostra asset allocation, non vediamo grossi cambiamenti all’orizzonte. Abbiamo un approccio di investimento diversificato per ridurre la volatilità dei singoli titoli (diversificazione del rischio), così come per gestire l’esposizione a determinate categorie di farmaci e di malattie. Il comparto di solito mantiene in portafoglio 30-50 titoli (al momento ce ne sono 46). Riteniamo fondamentale comprendere entrambi gli aspetti: le opportunità disponibili per nuovi potenziali farmaci e terapie, ma anche le sfumature di rischio legate agli sviluppi medici e all’iter regolamentare”.

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