Esclusivo/Governo Gentiloni e MPS, parla una gola profonda del PD

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di Gianluca Baldini 12 Dicembre 2016 | 13:10

Questa intervista esclusiva è stata realizzata telefonicamente da www.soldiweb.com  nel tardo pomeriggio di sabato 10 dicembre con uno dei più ascoltati consiglieri economici del Pd. Visti i giudizi che esprime e il particolare momento politico ha chiesto di restare anonimo. Ecco l’intervista.

Domanda. Ciao, come va? Possiamo fare due chiacchiere come facciamo ogni tanto senza peli sulla lingua, visto che sei uno dei consiglieri più ascoltati del Pd?

Risposta. Tra i più ascoltati può anche darsi, ma non di certo tra i più seguiti. (ride) Se avessero dato retta a me… Dimmi, scommetto che vuoi sapere del Monte dei Paschi…

D. Sì, ma dopo. Prima vorrei sapere come va a finire questa storia del nuovo governo.

R. E chi lo sa? Faranno Gentiloni. Matteo si fida di lui più che di altri. Ma alla fine non si fida nemmeno troppo… Sai, sono democristiani… Pronti a tradirti in qualunque momento e con qualunque scopo. E poi Palazzo Chigi ha un fascino tutto particolare, Quando ci entri non vorresti uscire più. Diciamo che ti ci affezioni, va… (ride)

D. Che governo farà Gentiloni?

R. E che governo vuoi che faccia? Lo farà come gli ha detto Matteo. I ministri li sceglierà Renzi. Se non li ha già scelti. Gentiloni andrà al Quirinale con la lista già fatta. Oppure…

D. Oppure che?

R. Oppure farà da sé. Ma se sarà così vuol dire che Renzi è già morto politicamente. E non credo che adesso si arriverà a questo. Semmai la cottura può avvenire a fuoco lento. E non è detto che Matterella, che deve il Quirinale assolutamente a Matteo, alla fine non gli giochi contro… Sono democristiani!!! Ti dirò di più. Un altro segnale importante, molto importante, sarebbe se dal cilindro del presidente non uscisse il nome di Gentiloni. Allora sarebbero dolori… Ma non credo che accadrà…

D. Sarà un governo fotocopia, una specie di Renzi Bis mascherato?

R. Penso proprio di sì. E non mi sembra una grande idea visti gli umori della gente verso Renzi ma anche verso i suoi ministri. E poi non è detto che ci porti alle elezioni entro giugno. Potrebbe durare di più e allora ci sarebbe l’effetto logoramento. Pericolosissimo per il Pd e per Renzi.

D. All’inizio dicevi “se mi avessero dato retta…”. Quando non ti hanno ascoltato?

R. Eeehhh. Un sacco di volte. Non è che avessi sempre ragione, ma qualche volta credo proprio di sì. Come nel caso del Monte dei Paschi…

D. Ecco, volevo arrivare proprio lì. Avevi una soluzione diversa?

R. Intanto che il Monte era andato si sapeva da anni. Bisognava intervenire prima. Ma ormai si era arrivati a questo punto. Profumo e Viola non funzionavano, lo si capiva dai bilanci, la loro azione non aveva inciso. Ma perché chiamare Morelli.

D. Già, perché? Se non lo sai tu… Ce l’avete messo voi!

R. Ce l’ha messo Padoan.

D. E a Padoan chi gliel’ha detto di metterlo lì, lo spirito santo?

R. Pare che abbia avuto pressioni dall’Ocse…

D. Dall’Ocse?

R. Morelli ha importanti relazioni e Padoan pure. Ma Morelli era la soluzione meno adatta. Intanto è una minestra riscaldata. E’ stato già al Monte, ha ricoperto incarichi importanti, era lì ai tempi di Antonveneta… E poi è un banchiere d’affari, un uomo di finanza. Lì ci voleva una banchiere-banchiere.

D. Ma ormai c’è lui…

R. Sì, sì. C’è. Però ha già sbagliato una mossa fondamentale. E’ andato a chiedere il rinvio dell’aumento di capitale alla Bce dopo il referendum e c’è andato con il presidente della Banca…

D. E invece come doveva fare?

R. Che la banca non ce l’avrebbe fatta a trovare tutti e 5 i miliardi necessari in un colpo solo era piuttosto evidente. Che il referendum sarebbe stato perso altrettanto, anche se nessuno si immaginava una disfatta del genere. Allora Morelli doveva prendere il suo amico Padoan sottobraccio e andare con lui alla Bce, prima del referendum, e chiedere più tempo per l’aumento. Doveva andarci con la forza di un governo in carica alle spalle, non con il presidente soltanto quando i buoi erano già scappati.

D. Insomma nazionalizzazione, con i risparmiatori fregati un’altra volta?

R. La nazionalizzazione è la strada più probabile anche se fino all’ultimo non è detto, proprio per quello che dicevi sui risparmiatori. Sarebbe un’altra sconfitta politica anche se, bisogna essere concreti, chi compra certi titoli sa che riceve certi rendimenti ma sa anche che cosa rischia. E non credo che tutti i direttori di banca siano dei banditi che hanno voluto far credere ai loro clienti chissà che cosa. Qualcuno ci ha provato e gli è andata male. Ma capisco i sentimenti della gente. Comunque molto dipenderà anche dal tipo di decreto che farà il governo e le aperture della Bce. Speriamo che ci possa essere un ristoro per i sottoscrittori delle subordinate, per evitare il peggio. Per loro, ma anche per il Pd…

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