Più che alla Cina a Piazza Affari si guarda a Wall Street

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di Luca Spoldi 4 Agosto 2015 | 09:24

La modesta perdita di ieri del listino americano, legata all'indebolimento delle quotazioni dei titoli petroliferi, fa scattare stamane qualche presa di beneficio, dopo 5 sedute al rialzo, anche a Milano e sui listini europei

SCATTA L’ORA DI QUALCHE ALLEGGERIMENTO – Dopo cinque sedute di recuperi per le borse europee scatta l’ora di qualche nuova presa di profitto e Piazza Affari si accoda al trend ribassista mattutino. A metà mattinata infatti il Ftse Mib cede lo 0,79%, il Ftse Italia All-Share segna -0,74% e il Ftse Italia Star oscilla a -0,31%. Il listino di Milano, come del resto quelli europei, sembra accusare maggiormente il calo delle quotazioni petrolifere che ieri hanno portato Wall Street a chiudere in rosso di circa mezzo punto che non il rimbalzo dei listini cinesi (oggi Shanghai ha chiuso in rialzo del 3,69%, Shenzen del 4,77%, mentre Hong Kong ha terminato la giornata a +0,14%).

PRYSMIAN IN LUCE, SOFFRONO LE BANCHE – Tra le blue chip italiane si mettono in luce Prysmian (su cui Morgan Stanley ha alzato il target price a 23,5 euro dai precedenti 22,5 euro), Tenaris e Pirelli, mentre Banco Popolare cede già il 2%, seguito a poca distanza da Ubi Banca, Yoox, Buzzi Unicem e Bper. Da seguire anche Intesa Sanpaolo, che segna a sua volta -2,1% as 3,456 euro per azione dopo che stamane l’Ente Cassa Risparmio di Firenze ha avviato il collocamento della sua partecipazione (0,63% del capitale della banca).

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